riflessi etici

prospettive cristiane sull'attualità

  • L’avventura continua…

    Dal primo novembre 2011 biblicamente diventa Riflessi etici. Cambiano il nome e il formato grafico, ma l’obiettivo del progetto – dal 2005 – resta lo stesso: cogliere nell'attualità i riflessi etici che emergono dai fatti, dai commenti, dalle proposte, dalle speranze di chi ci sta attorno. Rispecchiando valori che vale la pena di riscoprire pienamente e vivere con coerenza.

    Vi aspetto su riflessietici.wordpress.com

Da che pulpito

Posted by pj su 8 aprile 2008

Panorama web riporta una notizia che proviene dall’agenzia di stampa iraniana Fars: «l’Iran risponderà al film Fitna, critico del Corano, diffuso su Internet dal deputato di estrema destra olandese Geert Wilders. La controffensiva di Teheran consisterà in un documentario per dimostrare “l’incitamento all’odio da parte della Bibbia”. […] Il documentario “Oltre la Fitna” in preparazione in Iran, scrive l’agenzia Fars, intende dimostrare che “il libro ritenuto sacro oggi dai cristiani è una versione distorta della Bibbia originale”. Il film, quindi, “si concentrerà sugli ordini dati dalla (versione distorta della) Bibbia per seminare la violenza, commettere genocidi, decapitare e bruciare donne e bambini fatti prigionieri”».

Sentirci insegnare dagli iraniani che la nostra Bibbia è corrotta è quantomeno singolare; sentirci dire che la Bibbia incita all’odio è ancora più sorprendente, detto da chi interpreta il Corano in maniera da non lasciare libertà di religione nei propri confini, libertà di espressione per le donne, e che in base a questa interpretazione vorrebbe perfino ributtare in mare Israele. Da che minareto vien la predica, verrebbe da commentare.

In ogni caso, gli iraniani sono liberi di produrre qualsiasi tipo di film desiderino: nel corso degli anni si è visto ben di peggio e di più offensivo rispetto a un documentario che tenta soltanto – diciamo così – di smontare l’attendibilità della Bibbia.

L’importante è che, se il film dovesse venir preso in considerazione dalle nostre parti – e siamo certi che qualche cineasta benpensante e un po’ progressista ci penserà seriamente -, venga proposto nel giusto contesto e con l’opportuna preparazione.
Abbiamo sperimentato qualche anno fa, con il Codice Da Vinci, quanto sia importante conoscere i fatti, per non basare le proprie riflessioni su false premesse, arrivando a conclusioni fallaci.

Perché è vero: è la verità a renderci liberi, non la censura. Ma, per poterne beneficiare, la Verità bisogna conoscerla.

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