riflessi etici

prospettive cristiane sull'attualità

  • L’avventura continua…

    Dal primo novembre 2011 biblicamente diventa Riflessi etici. Cambiano il nome e il formato grafico, ma l’obiettivo del progetto – dal 2005 – resta lo stesso: cogliere nell'attualità i riflessi etici che emergono dai fatti, dai commenti, dalle proposte, dalle speranze di chi ci sta attorno. Rispecchiando valori che vale la pena di riscoprire pienamente e vivere con coerenza.

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Valori da scout

Posted by pj su 21 marzo 2008

Il recente sondaggio sugli scout, secondo i quale anche i discepoli di Baden Powell hanno perso di vista i principi morali cristiani (l’80% accetta l’idea di una sbornia, il 50% di farsi uno spinello, il 90% non è contrario al sesso prematrimoniale e il 42% non disdegna un rapporto con una persona sposata) ha riportato in evidenza una richiesta, fatta da due associazioni inglesi alla commissione sulla parità dei diritti umani, un mese e mezzo fa: «Togliete Dio dal giuramento scout».

La richiesta ha una sua logica: se gli scout oggi sono laici, non ha senso nominare Dio nel giuramento; e poco è valsa la replica dell’organizzazione degli scout britannici che ha tentato di minimizzare, segnalando che “Dio” può essere considerato in senso esteso e adattato a qualunque credo. Peggio il rimedio del male, verrebbe da pensare, e comunque alle associazioni in questione non è bastata questa lettura del giuramento in chiave sincretistica: d’altronde si tratta di associazioni che hanno come scopo la valorizzazione del laicismo, convinte che si possa non fare riferimento ad alcun essere superiore, in base al diritto di non credere. Probabilmente una battuta del classico humour britannico potrebbe bastare a chiudere la questione, se si considera – come ha fatto un lettore di recente – che per essere atei e non credere in nulla di fronte all’evidenza del creato ci vuole molta più fede che per credere in qualcosa.

La questione, in realtà, è più complessa. Baden Powell, nel fondare cento anni fa gli scout, si è basato sulla sua passione per l’esplorazione, l’esigenza di formare i giovani secondo dei valori stabili e l’importanza di sviluppare la spiritualità; se un errore c’è stato, nei suoi successori, è stata l’idea di laicizzare il movimento, ritenendo che lo scopo dello scoutismo in fondo poteva limitarsi a far girare i ragazzi vestiti in maniera improbabile, dare qualche nozione di sopravvivenza nei boschi e limitandosi, per il resto, al valore della proverbiale buona azione quotidiana. È evidente che la formazione giovanile non può limitarsi a una visione così parziale e banalizzante dell’educazione, e deve invece dare risposte più complete alle domande dei ragazzi e alle loro inquietudini, anche spirituali.

Se gli scout oggi sono una realtà laica, hanno ragione le associazioni che ricorrono contro l’uso di Dio nel giuramento, anche se mancano per parte loro di un po’ di sano realismo. Smontare, smitizzare, destrutturare è facile, e in fondo anche salutare per chi ha una base solida: aiuta a ripensare il proprio credo, i propri principi, il proprio modo di vedere le cose e permette, in questo modo, di crescere.

Se però a questa azione di smantellamento non corrisponde un pensiero alternativo ben fondato, un sistema di valori collaudato, un insieme di relazioni funzionante, allora la demolizione è un gesto semplicemente irresponsabile. Specie quando ci si relaziona con i giovani, che hanno un disperato bisogno di certezze e obiettivi convincenti per non finire in contesti pericolosi o lasciarsi trascinare nel vortice del disagio.

2 Risposte to “Valori da scout”

  1. marco said

    probabilmente ogni forma di giuramento implica l’impossibilita di crescere, ovvero di poter acquisire un punto di vista piu’ ampio che consenta di rivedere le proprie scelte, opinioni, ipotesi, in virtù delle nuove conoscenze acquisite.
    posto in essere che lo scopo dello scoutismo era fondamentalmente quello di ampliare gli orizzonti, aiutare i ragazzi ad andare in esplorazione in nuovi territori, siano essi fisici – di eta’, o spirituali (senza escludere che l’esplorazione spirituale sia solo un’esplorazione in un luogo fisico ai piu’ inaccessibile) si puo’ dedurre che giurare di fare qualcosa sempre, a prescindere dalle esperienze che ci possono in seguito accadere, e’ contrario allo scoutismo.
    si puo’ al piu’ fare delle espressioni di auspicio.
    in un dato momento uno puo’ dire cosa ritiene, in quel momento, che sarebbe felice di fare, ben comprendendo che in seguito potrebbe essere costretto ad accorgersi che i suoi interessi sono mutati. tutto evolve. le persone simili, spesso poi si allontanano. restano accanto solo le persone veramente affini, salvo ingerenze negative esterne. ingerenze che vanno impedite.

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