riflessi etici

prospettive cristiane sull'attualità

  • L’avventura continua…

    Dal primo novembre 2011 biblicamente diventa Riflessi etici. Cambiano il nome e il formato grafico, ma l’obiettivo del progetto – dal 2005 – resta lo stesso: cogliere nell'attualità i riflessi etici che emergono dai fatti, dai commenti, dalle proposte, dalle speranze di chi ci sta attorno. Rispecchiando valori che vale la pena di riscoprire pienamente e vivere con coerenza.

    Vi aspetto su riflessietici.wordpress.com

Quando la libertà è un pericolo

Posted by pj su 6 marzo 2008

A Nordest la religiosità è sempre più flessibile: un’indagine pubblicata sul Gazzettino segnala che per il 60% di veneti e friulani la fede è importante, ma fai da te.

Si sentono cristiani ma liberi di declinare la propria fede in maniera personale sui temi della morale e dell’etica, senza restrizioni o costrizioni da parte di un’autorità religiosa.

Tornano in mente le parole di Montanelli, secondo il quale gli italiani sono protestanti mancati: non credono nell’autorità delle gerarchie, non accettano imposizioni, concordano con le tesi di Lutero ma non hanno mai avuto il coraggio di fare un passo coerente in direzione del credo evangelico.

Questo afflato di libertà spirituale coglie sei triveneti su dieci, ma – avverte Giovanni Vian, docente di storia delle chiese cristiane all’università di Venezia – non è per forza positivo: infatti, se da un lato c’è in questo senso un “desiderio di appartenere a un dialogo cristiano”, e quindi di vivere personalmente la propria fede, dall’altro lato la libertà è pericolosa quando “il nostro essere religiosi manca di un consolidamento di conoscenza e di cultura biblica”: senza conoscenza la libertà rischia di diventare un elemento fuorviante per la persona, esattamente come la religiosità.

Perché se la religiosità è un guscio vuoto senza la spiritualità, e porta a vivere una vita di formalismi ipocriti e privi di senso, la libertà gode di un’aura di positività, ma rischia di portare a sperimentazioni dottrinali e bricolage teologici portando altrettanto lontano dalla fede. Con un pericolo ulteriore rispetto alla religiosità: l’incapacità di dare risposte, limiti, indirizzi alla società. Portandoci al punto in cui, in effetti, siamo.

E allora, talvolta, viene da pensare che forse era meglio quando c’era più religione.

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