riflessi etici

prospettive cristiane sull'attualità

  • L’avventura continua…

    Dal primo novembre 2011 biblicamente diventa Riflessi etici. Cambiano il nome e il formato grafico, ma l’obiettivo del progetto – dal 2005 – resta lo stesso: cogliere nell'attualità i riflessi etici che emergono dai fatti, dai commenti, dalle proposte, dalle speranze di chi ci sta attorno. Rispecchiando valori che vale la pena di riscoprire pienamente e vivere con coerenza.

    Vi aspetto su riflessietici.wordpress.com

Boicottaggi musicali

Posted by pj su 20 febbraio 2008

L’università di Liverpool – segnala Magazine – ha rivelato che su 1064 giovani cantanti anglosassoni, quasi 100 sono morti prematuramente per droga o suicidi: più dei divi del cinema.

Cantanti che cominciano per gioco, e si ritrovano presto in balia di un gioco più grande di loro: una vita che cambia improvvisamente, punti di riferimento che si perdono, compagnie poco raccomandabili, lo stress di una vita monitorata da fan e paparazzi, manager che investono sul personaggio e trattano gli artisti come usa e getta. E una carriera che, si comprende presto, reggerà solo a forza di colpi di scena, da proporre a getto continuo. Così nascono gli eccessi, le bizzarrie, il materiale per cui i giornali di gossip e Internet stravedono. E così ecco che Amy winehouse “sembra trovare sollievo solo nella provocazione”, mentre in generale si riscontra – parole degli esperti – “un terribile vuoto nei cuori e nelle menti delle star”. Una situazione peggiore – almeno per ora – si è riscontrata solo negli anni Settanta, con la morte quasi contemporanea di Jim Hendrix, Janis Joplin, Jim Morrison.

Se le star che si autodistruggono, però, riflette una psicologa su Magazine, è anche colpa nostra: il successo di una star dipende anche “dal suo anticonformismo, dalla complessità del suo carattere”. Meno si comporta in maniera normale, più i giovani si identificheranno con lei. E se il pubblico premia i ribelli, inevitabilmente si creerà un circolo vizioso.

Esulteranno coloro che ritengono tutta la musica secolare degna solo della sentina, in quanto prodotto di menti e cuori fuori dalla grazia di Dio. Naturalmente ognuno è libero di regolarsi secondo coscienza, né manca di rispetto a qualcuno se si tiene lontano dal music business; però, con tutto il rispetto, il discorso è un po’ più complesso.

Certo, di fronte a certi comportamenti e a queste notizie la prima reazione, da consumatori, potrebbe essere quella di non ascoltare più la musica degli artisti dal comportamento indegno: per il loro bene, oltre che per il nostro. Dalla storia e dalla cronaca ci possiamo però rendere conto di come il talento raramente vada di pari passo con l’esempio morale. Volendo scegliere in base all’immoralità esibita, sarebbero pochi gli artisti da ascoltare, come anche gli scrittori da leggere, i frigoriferi da comprare, le bibite da bere senza sentirsi colpevoli. Viviamo in questo mondo, anche se non siamo di questo mondo, e ce ne dobbiamo fare una ragione, evitando generalizzazioni ed estremismi che non potremmo comunque mantenere con coerenza.

Ciò su cui dobbiamo focalizzare nella musica che ascoltiamo sono i contenuti, più che i comportamenti del cantante. Sempre che, naturalmente, quell’artista sia per noi solo un artista, e niente di più.

Perché il vero errore non sta nell’apprezzare un talento, ma nel venerare un personaggio.

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