riflessi etici

prospettive cristiane sull'attualità

  • L’avventura continua…

    Dal primo novembre 2011 biblicamente diventa Riflessi etici. Cambiano il nome e il formato grafico, ma l’obiettivo del progetto – dal 2005 – resta lo stesso: cogliere nell'attualità i riflessi etici che emergono dai fatti, dai commenti, dalle proposte, dalle speranze di chi ci sta attorno. Rispecchiando valori che vale la pena di riscoprire pienamente e vivere con coerenza.

    Vi aspetto su riflessietici.wordpress.com

Canzoni drogate

Posted by pj su 7 febbraio 2008

Si fa presto a dire che sono solo canzonette. Una canzone famosa su tre comunica un messaggio. E non è un messaggio positivo, anzi: parla di droghe, alcol, fumo. Non solo: sette canzoni su dieci tra quelle che parlano di questi temi ne parlano in maniera positiva. Forse non diranno “ma quanto è buono, ma quanto fa bene”, però comunicano l’idea che i vizi (vizi, ricordiamo, che portano alla dipendenza) diano una marcia in più, o quantomeno siano utili per rilassarsi.

È inutile nasconderselo: chi canta, chi suona, chi scrive canzoni ha una responsabilità, proprio come i personaggi di una certa notorietà – sì, anche quelli senza competenze, famosi solo per la loro permanenza in video – che con il loro esempio influenzano migliaia di persone.

La canzone, in qualche modo, è addirittura più efficace perché di fatto è uno slogan che si ripete continuamente: ascoltandola in radio, canticchiandola sovrappensiero la canzone trasmette un’idea, che con il tempo rischia di diventare una convinzione. Soprattutto per i più giovani, quelli che – guarda caso – ascoltano di più la musica, e non sarà forse un caso se il genere più contaminato è il rap, che i teenager amano.

Va notato che non parliamo di generi musicali dove i contenuti (satanici, prevalentemente) sono così comuni da sollevare gli allarmi anche dagli ascoltatori più neutrali. Parliamo della musica più commerciale, che comunemente passa per radio. Si tratta di una situazione più sottile, di un rischio meno visibile ma non per questo meno grave.

Come uscirne? Uscirne probabilmente non è possibile, gli interessi commerciali sono troppi e il circuito continuerà a funzionare fino a quando macinerà soldi. Ma qualcosa si può comunque fare. Per esempio, evitando di lasciar passare in maniera acritica tutto quel che va per radio, facendo mente locale di ciò che le canzoni dicono. E poi, regolandoci di conseguenza. Attiviamo il cervello, prima che messaggi sbagliati raggiungano il cuore.

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