riflessi etici

prospettive cristiane sull'attualità

  • L’avventura continua…

    Dal primo novembre 2011 biblicamente diventa Riflessi etici. Cambiano il nome e il formato grafico, ma l’obiettivo del progetto – dal 2005 – resta lo stesso: cogliere nell'attualità i riflessi etici che emergono dai fatti, dai commenti, dalle proposte, dalle speranze di chi ci sta attorno. Rispecchiando valori che vale la pena di riscoprire pienamente e vivere con coerenza.

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La disperazione che non ci vede

Posted by pj su 10 gennaio 2008

La disperazione non ha età, sesso, titolo di studio. Ce ne accorgiamo scorrendo i dati del Telefono antiplagio, che nel suo rapporto 2007/2008 su magia e astrologia denuncia di aver segnalato, dal 1994 a oggi, 15 mila truffe e abusi: naturalmente il fenomeno non si esaurisce qui, considerando che sono 12 milioni gli italiani che frequentano maghi, astrologi e guaritori. 12 milioni: il 20% della popolazione nazionale. Un italiano su cinque. 4 milioni di famiglie.

Partiamo da un dato scontato: se una persona si rivolge a un operatore dell’occulto – come si definiscono, in linguaggio politicamente corretto – ha un problema, e normalmente le ha provate tutte.

Ed è interessante notare l’identikit di chi si rivolge a questi servizi.

Età media delle vittime, 47 anni, un’età di mezzo in cui non ci si sente più giovani ma nemmeno anziani, un’età che è nata in un’altra Italia e che non sempre riesce ad adattarsi del tutto alle novità tecnologiche di oggi; un’età in cui la pensione è ancora lontana se si perde il lavoro è in seria difficoltà a riqualificarsi.

Titolo di studio: su cento persone, 37 hanno la licenza elementare, 43 la media inferiore, 13 un diploma e 7 addirittura una laurea: la disperazione non è solo dei più ingenui, ma contagia anche le persone con una preparazione di alto livello (almeno sembrerebbe), che normalmente ci si aspetterebbero lontani dal considerare attendibile un mago.

Solo il 51% delle vittime è composto da donne, tanto per sfatare l’idea che questi servizi affascinino prevalentemente il gentil sesso. Un 5% è minorenne, segno che la disperazione non è solo di chi ha già vissuto molto.

I problemi per i quali ci si rivolge all’occulto sono vari: affettivi (45%), di salute (25%), di protezione (22%), lavoro (8%), ossia ogni principale preoccupazione dell’essere umano.

A questo punto ci potremmo chiedere perché. Perché 12 milioni di persone ogni anno fanno affidamento su pratiche magiche sbeffeggiate e screditate a destra e a manca. Perché i fattucchieri riescono a convincere nonostante la pubblicità negativa di programmi televisivi seguiti e apprezzati. Perché 4 milioni di famiglie si lasciano irretire da sassi magici, sale che non si scioglie e altre banalità simili.

Forse sono capaci di presentarsi meglio: presentare il loro nulla in modo migliore rispetto al cristiano, che ha un messaggio di speranza concreto ed efficace ma a quanto pare non è in grado di comunicarlo in maniera convincente.

Forse, invece, è una questione di visibilità: i maghi e i fattucchieri tempestano di pubblicità ogni tipo di giornali, televisioni, periodici, Internet, mentre sugli stessi media si incontra ben poco di cristiano, e quando c’è è troppo ingessato nella forma per essere visto come una valida alternativa.

Forse, semplicemente, nessuno ha mai proposto loro un’alternativa seria: segno che non hanno incontrato un cristiano coerente, nella loro vita. 12 milioni di persone, un italiano su cinque, praticamente due famiglie per palazzo non hanno mai incontrato un cristiano coerente. Forse vivono tutti lontani da noi. O forse no. E se sono nostri vicini di casa, dovrebbe farci riflettere.

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