riflessi etici

prospettive cristiane sull'attualità

  • L’avventura continua…

    Dal primo novembre 2011 biblicamente diventa Riflessi etici. Cambiano il nome e il formato grafico, ma l’obiettivo del progetto – dal 2005 – resta lo stesso: cogliere nell'attualità i riflessi etici che emergono dai fatti, dai commenti, dalle proposte, dalle speranze di chi ci sta attorno. Rispecchiando valori che vale la pena di riscoprire pienamente e vivere con coerenza.

    Vi aspetto su riflessietici.wordpress.com

La domanda finale

Posted by pj su 7 gennaio 2008

L’uomo occidentale si interroga sulle grandi questioni della vita. Lo fa anche oggi, nel 2008, e lo fa nonostante il benessere, nonostante una società secondo la quale apparire è più importante che essere, dove la regola è cercare e avere sempre di più, ma non certo in campo spirituale.

Eppure il bisogno c’è, e la domanda principale degli americani (ma immaginiamo non solo loro) per il 2007 a Internet è proprio la questione che da migliaia di anni fa arrovellare l’essere umano: “Chi è Dio?”.

Lo segnala il principale motore di ricerca, Google, che ha stilato una classifica in base alle ricerche che vengono inoltrate dai navigatori. Che si cerchi conforto spirituale attraverso la rete non dovrebbe stupire: Internet ormai è più di uno strumento di comunicazione e di informazione: è uno specchio delle proprie passioni e dei propri interessi, e se gli italiani – notizia di oggi – preferiscono il calcio al sesso nelle loro scampagnate telematiche, la ricerca a volte si fa più profonda. Dopo aver chattato online con persone che sono e resteranno ignote e con cui è difficile sviluppare un discorso che vada oltre la banalità, dopo aver ottenuto una caterva di informazioni su temi di attualità, dopo aver seguito in tempo reale lo svolgersi degli avvenimenti, dopo aver curiosato tra le tante offerte che Internet propone, e dopo che niente di tutto questo ha colmato il senso di vuoto che si sente in fondo all’anima, è inevitabile che, nel segreto della propria stanza, il navigatore si chieda se esista, e in che forma, qualcosa di più appagante, soddisfacente, degno di dedicarvi tempo ed energie. Inevitabile che, dopo aver provato tutto ciò che di concreto lo circonda, faccia capolino il dubbio, forse la speranza, magari perfino il desiderio, che il trascendente abbia la risposta, o addirittura che sia la risposta, che corrisponda alle caratteristiche di quel che non si riesce a trovare e la cui assenza non permette di trovare pace.

“Chi è Dio?” è forse la domanda più banale ma più profonda, più diretta ma più completa, più semplice ma più complessa che ci si possa fare. Come cristiani non possiamo non sentirci chiamati ad aiutare chi cerca a darsi una risposta. Sapere che la domanda principe dei navigatori è “Chi è Dio?”, che al quarto posto c’è “Chi è Gesù?” e che tra le domande più gettonate compare anche “Cos’è l’amore?” dovrebbe essere più di un semplice stimolo; dovrebbe essere un incoraggiamento di più, se mai ce ne fosse stato bisogno, a non trascurare quel mondo parallelo che Internet rappresenta, dove – come nel mondo reale – si consumano amori e orrori, ma dove – come nel mondo reale – la disperazione porta a cercare Dio.

Dovrebbe suonare, per noi, come una vera chiamata a farci missionari nel cyberspazio, dimenticando divisioni e particolarismi – se sappiamo ancora farlo – per impegnarci con forza nel nostro mandato: proclamare al mondo che c’è speranza.

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