riflessi etici

prospettive cristiane sull'attualità

  • L’avventura continua…

    Dal primo novembre 2011 biblicamente diventa Riflessi etici. Cambiano il nome e il formato grafico, ma l’obiettivo del progetto – dal 2005 – resta lo stesso: cogliere nell'attualità i riflessi etici che emergono dai fatti, dai commenti, dalle proposte, dalle speranze di chi ci sta attorno. Rispecchiando valori che vale la pena di riscoprire pienamente e vivere con coerenza.

    Vi aspetto su riflessietici.wordpress.com

Chi ben comincia

Posted by pj su 3 gennaio 2008

L’orizzonte è nero, anche se la speranza è l’ultima a morire: questo, in estrema sintesi, il riscontro ottenuto dal sondaggio di Demos-Eurisko per Repubblica in relazione alle aspettative dell’opinione pubblica per il 2008.

Il 2007 si chiude all’insegna del pessimismo: secondo gli interpellati sarebbero peggiorati economia nazionale (per il 74%), politica (70%), pressione tributaria (65%), sicurezza (59%), corruzione politica (59%), e perfino la qualità della televisione (51%): non resta fuori proprio nulla.

Le emergenze da affrontare? Non certo la riforma elettorale (lo pensa solo il 5% degli intervistati), quanto l’aumento di salari e pensioni (39%), lotta al crimine (31%), controllo dei prezzi (28%), riduzione delle tasse. La disperazione nei confronti della gestione attuale porta a chiedere che si punti di più sui giovani, sia affidando loro ruoli di comando, sia investendo sull’educazione.

Nonostante tutto, però, il paese non è depresso o infelice, come una nota testata internazionale denunciava nei giorni scorsi: è, semmai, arrabbiato e tenta di consolarsi con le coccole della vita privata – per la quale si intravedono, a ragione o a torto, spiragli positivi nei prossimi dodici mesi – e attraverso l’effimero delle soddisfazioni sportive, vero oppio dei popoli del nuovo millennio. È interessante notare come si affida la propria gioia a fattori esterni e su cui non è possibile intervenire direttamente, come una partita di calcio o una corsa di formula uno: la stessa fiducia che una volta portava a puntare sui cavalli o a comprare speranzosi un biglietto della lotteria. Il che la dice lunga su quanto, nel 2008, gli italiani ritengano di poter cambiare la propria sorte o migliorare la propria vita: oggi come ieri, per la maggioranza della popolazione la felicità sarà un terno al lotto. Una prospettiva non proprio rassicurante.

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