riflessi etici

prospettive cristiane sull'attualità

  • L’avventura continua…

    Dal primo novembre 2011 biblicamente diventa Riflessi etici. Cambiano il nome e il formato grafico, ma l’obiettivo del progetto – dal 2005 – resta lo stesso: cogliere nell'attualità i riflessi etici che emergono dai fatti, dai commenti, dalle proposte, dalle speranze di chi ci sta attorno. Rispecchiando valori che vale la pena di riscoprire pienamente e vivere con coerenza.

    Vi aspetto su riflessietici.wordpress.com

… il più grande

Posted by pj su 24 dicembre 2007

E anche quest’anno è arrivato natale. Per tutti, non solo per chi lo festeggia. Infatti anche chi è allergico alla festa per le sue contaminazioni pagane (da un lato) e consumistiche (dall’altro) non può comunque ignorare una situazione che la società in cui viviamo sta vivendo. Nel bene o nel male, ma è quel che sta avvenendo attorno a noi.

Come sempre abbiamo due scelte davanti a noi, e decine di sfumature: possiamo festeggiare il ricordo della nascita di Gesù, che prelude alla sua morte e risurrezione. Come abbiamo già detto molte volte in passato è legittimo farlo, purché non si perda di vista il festeggiato. Possiamo, volendo, non festeggiare, e considerare quella giornata come tutte le altre. Comunque, a quanto pare, perfino chi non festeggia non va a lavorare, e quindi un po’ di festa è, in un modo o nell’altro. Di tutto questo parliamo ogni anno, per cui non ci torneremo su.

Quel che invece ci ha colpito, quest’anno non è tanto la festa, ma l’approccio: il mondo evangelico pare aver trovato nella contestazione alle festività di fine anno una vera ragion d’essere, un punto d’onore, fino a farne una questione di principio e di distinzione rispetto al resto del mondo.

Abbiamo riflettuto sul tema su evangelici.net, e le numerose attestazioni di stima ricevute in pochi giorni ci rasserenano: pare che siano in molti a condividere le nostre considerazioni, segno che pian piano qualcosa sta cambiando.

Prima di salutarci, qualche doveroso ringraziamento: grazie a Guido D., Giuliano A., Liliana M., Giuseppe P., Carolina T., Claudio C., Chiara, Cristina, Chiara, Alessandra P., Camilla B., Gianfranco Z., Gabriella Z., Renato G., Walter T., Samuele P., Sarah W., Maura D., Roberto S., Sergio M., Lorenzo B.Z., Roberto L., Gianni G., Sefora T., Giancarlo D.G., Pasquale D.N., Orazio G., Daniel e Shevah, e i recentissimi Juan Carlos T., Gianpaolo M., Alessandro G., Domenico, Annamaria, Cecilia P. per i gentili messaggi – talvolta un po’ impersonali, ma siamo nell’epoca del copia e incolla e il tempo non basta mai – di questi giorni.

Come ogni anno, per quanto ci riguarda, non ci limiteremo al classico “buon natale”, così inflazionato e spesso poco consapevole.

In televisione di questi tempi gira uno spot che promette “un natale speciale”, “hollywoodiano”, “fiabesco” o “sportivo”. Per quanto mi riguarda, posso e desidero augurarvi un natale cristiano. Senza effetti speciali, se non il ricordo dell’effetto speciale che ha cambiato la storia: la nascita di Gesù.

Allora sì che sarà, come dice Dustin Hoffman, un “grande natale”. Anzi, decisamente “il più grande”.

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