riflessi etici

prospettive cristiane sull'attualità

  • L’avventura continua…

    Dal primo novembre 2011 biblicamente diventa Riflessi etici. Cambiano il nome e il formato grafico, ma l’obiettivo del progetto – dal 2005 – resta lo stesso: cogliere nell'attualità i riflessi etici che emergono dai fatti, dai commenti, dalle proposte, dalle speranze di chi ci sta attorno. Rispecchiando valori che vale la pena di riscoprire pienamente e vivere con coerenza.

    Vi aspetto su riflessietici.wordpress.com

Questione di prospettive

Posted by pj su 20 dicembre 2007

Bullismo nel nordest: da un’indagine sugli studenti di Veneto e Friuli Venezia Giulia risulta che uno studente su quattro si è imbattuto in atti di prepotenza da parte di suoi compagni. Lo fanno i ragazzi, ma anche le ragazze: se per i maschi l’impatto è più fisico e manesco, le femmine sono più sottili e giocano sulla cattiveria del pettegolezzo, magari diffuso via sms alla cerchia di conoscenti o nelle chat.

Nonostante i numeri, il 50% dei ragazzi e il 40% delle ragazze dice di non essere al corrente del fenomeno. Forse succede anche perché, di fronte al problema, il 40% degli intervistati dice che di fronte a un atto di bullismo non interverrebbe, perché non è affare suo. Quattro adolescenti veneti su dieci hanno già ben chiaro e applicano con disinvoltura il concetto di omertà: sul piano dell’integrazione culturale stiamo facendo passi avanti. Sul piano morale, invece, potremmo parlare ancora una volta di gioventù bruciata o di valori perduti. La notizia certamente indigna, e ci fa temere per il futuro una società egoista, indifferente, antisolidale.

Quando ci soffermiamo a pensarci, però, ci rendiamo conto di come la società sia già così, e che l’esempio ai più giovani non arriva dalla televisione ma dagli adulti: oggi, sui marciapiedi delle nostre città, difficilmente una persona su cinque si ferma davanti a qualcuno che piange, che mostra segni di sofferenza, che denota una condizione di disagio.

Forse, allora, dovremmo guardare il bicchiere mezzo pieno: sei ragazzi su dieci, quattro su cinque, interverrebbero di fronte a un sopruso. Alla fin fine è un dato positivo: sono più dei loro padri.

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