riflessi etici

prospettive cristiane sull'attualità

  • L’avventura continua…

    Dal primo novembre 2011 biblicamente diventa Riflessi etici. Cambiano il nome e il formato grafico, ma l’obiettivo del progetto – dal 2005 – resta lo stesso: cogliere nell'attualità i riflessi etici che emergono dai fatti, dai commenti, dalle proposte, dalle speranze di chi ci sta attorno. Rispecchiando valori che vale la pena di riscoprire pienamente e vivere con coerenza.

    Vi aspetto su riflessietici.wordpress.com

Così cristiani, così diversi

Posted by pj su 19 dicembre 2007

Nella corsa alle presidenziali americane, Mike Huckabee e Barack Obama sono i due candidati del momento: «entrambi sono in grande ascesa nei sondaggi –
segnala il Foglio – e sono accreditati di una vittoria a sorpresa contro Rudy Giuliani, Mitt Romney e Hillary Clinton». Ed «entrambi stanno conducendo una campagna elettorale da leader cristiani. Huckabee esplicitamente, Obama evitando di dirlo».

Se «sono stati moltissimi – continua il Foglio – i politici americani di primo piano, in particolare del Partito democratico, che hanno puntato sulla carta religiosa», fino all’attuale Bush junior «il quale nel 1999 disse che “Gesù” era il suo filosofo politico preferito», è pur vero che «in questo ciclo elettorale, però, si nota qualcosa di nuovo. Due giovani candidati con buone chance di vincere le primarie dei rispettivi partiti, Huckabee e Obama, si candidano appellandosi direttamente ai valori, alle battaglie e alle parole cristiane».

Si parte da Huckabee, che in uno spot afferma “La fede non si limita a influenzarmi, piuttosto mi definisce. Non mi devo alzare tutte le mattine e chiedermi in che cosa ho bisogno di credere. Noi crediamo in alcune cose, sosteniamo alcune cose e viviamo o moriamo per queste cose”, concludendo con una scritta in maiuscolo che dice: “Un leader cristiano”. Barack Obama, da parte sua, ha aperto un comizio dicendo “Rendiamo grazie e onoriamo Dio. Guardate che bel giorno che ha creato il nostro Signore”».

Rileva il Foglio che «Huckabee e Obama conducono una campagna elettorale molto simile, ciascuna delle quali è influenzata dalle rispettive esperienze religiose, cristiano-conservatrice per il repubblicano, vicina alla teologia della liberazione per il democratico». Esperienze diverse, ma accomunate da una fede di fondo declinata in modo differente perché nata e cresciuta in contesti differenti, e non per questo irrisa, demonizzata o scomunicata dall’altro: c’è di che imparare.

Altrettanto singolare notare come i due leader non siano imbarazzati all’idea di essere cristiani, e allo stesso tempo risultino due figure anomale per i rispettivi schieramenti: «La cosa interessante – analizza il Foglio – è che la loro pronunciata religiosità non li ha relegati agli estremi dei rispettivi schieramenti. Huckabee è il volto simpatico e rassicurante della destra religiosa, non usa i toni arrabbiati e apocalittici degli ormai anziani leader del movimento, non spaventa, non fa battute e gli piace il rock, soprattutto quello considerato satanico dei Rolling Stones… Obama dice con naturalezza ed eleganza cose che pronunciate da qualcun altro farebbero saltare parecchi progressisti dalla sedia: “I laici sbagliano a chiedere ai credenti di mettere da parte la religione se entrano in politica. È un’assurdità, la nostra legge è per definizione la codificazione della morale, gran parte della quale è radicata nella tradizione giudaico-cristiana”. Entrambi conducono battaglie contro gli anni Sessanta… Magari nessuno dei due vincerà le primarie, ma la loro discesa in campo da leader cristiani sta già cambiando la natura delle due coalizioni politiche. Il solidarismo cristiano di Huckabee, così come quello di Bush, comincia a convincere i conservatori che l’intervento dello stato a favore delle classi più deboli non è un’eresia dei principi conservatori. La compassione religiosa di Obama, invece, indica ai liberal una piattaforma programmatica e ideale per riconquistare l’elettorato evangelico».

Da un lato c’è Huckabee, un tradizionalista che, oltre a predicare, suona il basso, ascolta volentieri la musica secolare ed è perfino capace di scherzare; un pastore che preferisce l’efficacia di una soluzione concreta agli anatemi profetici dei telepredicatori. Senza per questo crearsi problemi di coscienza o venir considerato poco spirituale.

Dall’altro c’è Obama, un progressista che non si vergogna di ringraziare Dio pubblicamente e che sostiene a gran voce l’importanza di plasmare le leggi sulla tradizione giudaico-cristiana: una posizione chiaramente cristiana che imbarazzerà non poco i suoi “colleghi”, i democratici europei, considerato che hanno ostacolato in tutti i modi la presenza di questo riconoscimento sulla carta costituzionale europea.

Insomma: due personaggi anomali, con modi di vedere e applicare la propria fede che li pone vicini alla posizione avversa più che a quella del proprio schieramento. Due personaggi che sparigliano le posizioni preconcette e costringono a riflettere, a porsi di fronte ai problemi in una luce nuova, diversa da quella vulgata che, consapevolmente o inconsciamente, siamo abituati a seguire per abitudine. Nella vita, in politica, e perfino nel modo di intendere e vivere la nostra fede.

Ci sarà da divertirsi, da qui alle elezioni USA in programma per novembre 2008. Chissà che, per noi europei, non ci sia anche modo di imparare qualcosa.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

 
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: