riflessi etici

prospettive cristiane sull'attualità

  • L’avventura continua…

    Dal primo novembre 2011 biblicamente diventa Riflessi etici. Cambiano il nome e il formato grafico, ma l’obiettivo del progetto – dal 2005 – resta lo stesso: cogliere nell'attualità i riflessi etici che emergono dai fatti, dai commenti, dalle proposte, dalle speranze di chi ci sta attorno. Rispecchiando valori che vale la pena di riscoprire pienamente e vivere con coerenza.

    Vi aspetto su riflessietici.wordpress.com

Presi di mira

Posted by pj su 17 dicembre 2007

Ci hanno scritto un paio di amici – che ringraziamo – perplessi per la notizia “Dio ha guidato la mia arma”, dove Jeanne Assam ha raccontato la sua versione su come avrebbe freddato il killer del Colorado dopo che aveva ucciso due missionari di Gioventù in missione e altrettanti credenti davanti alla New Life Church.

«Ho letto con stupore l’articolo pubblicato sul Corriere della Sera – scrive Marina da Milano – in merito alla pistolera di Dio. ok che sono in America ma sinceramente mi stupisce l’uso delle armi nella sicurezza delle chiese americane…
credo abbia sbagliato la signora in questione, soprattutto sbaglia a dire che Dio ha guidato la sua mano (mi ricorda i kamikaze islamici loro uccidono in nome di Dio) o mi sto sbagliando io?»

«Credo – commenta invece Flavio da Roma – che mai come in questo caso ci sia da prendere le distanze da un comportamento del genere (non riesco proprio a condividerlo in alcun modo), anche se lascio a tutti la libertà di pensarla diversamente; ma da credente nato di nuovo, non credo proprio che sia stato il Signore a guidare la mano di chi uccide, anche con tutte le attenuanti che vogliamo trovare».

Il tema è spinoso, e non pretendiamo di dare una risposta definitiva. Il noto teologo evangelico Bonhoeffer, martire sotto il nazismo, affermava: «se vedo un pazzo guidare l’auto sul marciapiede il mio compito come pastore non è quello di consolare i parenti degli investiti, ma di strappargli il volante di mano»; lo stesso teologo venne impiccato per aver partecipato all’attentato fallito – ma nelle intenzioni, va da sé, doveva essere un attentato omicida – contro Adolf Hitler.

Quale sia il grado di gravità e quindi la proporzione delle contromisure da prendere non ci permettiamo di stabilirlo; per questo non possiamo esprimere un giudizio sul comportamento di una credente americana che fredda un assassino, come non giudicheremmo a cuor leggero il caso in cui un agente sparasse, in chiesa o per la strada, per fermare la furia omicida di un killer.

Le forze dell’ordine non portano l’arma invano, affermava l’apostolo Paolo: Dio concede l’autorità e anche la luce per esercitarla. Naturalmente, di converso, questa autorità va esercitata con timore di Dio, tanto più se a gestirla è un credente, sapendo che dovrà rispondere a Dio – oltre che all’uomo – degli eventuali abusi.
La speranza, per quanto ci riguarda, è che ogni credente impegnato nella tutela dell’ordine possa trovare sempre in Dio la forza e, nel caso, la mira per evitare che il rimedio sia peggiore del male.

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