riflessi etici

prospettive cristiane sull'attualità

  • L’avventura continua…

    Dal primo novembre 2011 biblicamente diventa Riflessi etici. Cambiano il nome e il formato grafico, ma l’obiettivo del progetto – dal 2005 – resta lo stesso: cogliere nell'attualità i riflessi etici che emergono dai fatti, dai commenti, dalle proposte, dalle speranze di chi ci sta attorno. Rispecchiando valori che vale la pena di riscoprire pienamente e vivere con coerenza.

    Vi aspetto su riflessietici.wordpress.com

La nuova Italia che avanza

Posted by pj su 14 dicembre 2007

I dati dell’Annuario Istat 2007 danno un quadro aggiornato del nostro paese. Poche le novità eccezionali, molte le conferme; gli italiani sono ormai 59 milioni, soddisfatti della situazione economica (51%), delle relazioni familiari (90%) di quelle con gli amici (82%), del proprio lavoro (76%).

Si nasce un po’ di più, e in Campania i giovani sono addirittura più degli anziani; nel resto del paese uno su cinque è sopra i 65 anni e il 5% supera gli ottant’anni, in continua crescita. Cresce, di poco, anche la percentuale dei nati, e (udite udite) soprattutto al nord: 135 ogni 100 donne, contro i 132 dell’anno scorso. Nonostante questo siamo tra i paesi meno prolifici dei Quindici. Ci si sposa meno, specie in chiesa, anche se al sud l’unione religiosa è molto più sentita rispetto al resto d’Italia.

L’unico dato clamoroso riguarda gli stranieri residenti, che sono aumentati del 10%, portando il totale a quasi tre milioni di unità; gli stranieri iscritti all’anagrafe sono il 5% della popolazione totale, e il dato è praticamente doppio rispetto ad appena quattro anni fa.

Un contesto che non possiamo ignorare, a quanto pare. Come cristiani e come chiese siamo abituati a una società monoculturale, dove la “normalità” era rappresentata da specifiche figure, e l’anormalità era facile da individuare; in questo contesto anche portare il messaggio di speranza del vangelo risultava più semplice, con interlocutori che avevano i nostri stessi modelli mentali, un retroterra culturale pressoché condiviso e un immaginario comune. La situazione sta rapidamente cambiando, e quotidianamente ci troviamo di fronte a persone che arrivano da posti diversi, con tutti i traumi, le differenze, le diffidenze di ogni persona che si ritrova a vivere, spesso per necessità, in un contesto diverso dal proprio.

Imparare a parlare loro significa esercitare quel rispetto, quella sensibilità, quella vicinanza, quell’accoglienza, dimostrare quell’amore, comunicare quella speranza che come cristiani siamo chiamati a portare al mondo. Se abbiamo ancora intenzione di portare a termine la nostra missione cristiana, è il caso di cogliere la tendenza e cominciare a prepararci, prima di ritrovarci fuori dalla realtà.

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