riflessi etici

prospettive cristiane sull'attualità

  • L’avventura continua…

    Dal primo novembre 2011 biblicamente diventa Riflessi etici. Cambiano il nome e il formato grafico, ma l’obiettivo del progetto – dal 2005 – resta lo stesso: cogliere nell'attualità i riflessi etici che emergono dai fatti, dai commenti, dalle proposte, dalle speranze di chi ci sta attorno. Rispecchiando valori che vale la pena di riscoprire pienamente e vivere con coerenza.

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Una scuola da sogno

Posted by pj su 12 dicembre 2007

Merito: una parola che non si sentiva da un po’, nel nostro Paese. È la scuola, infallibile specchio della società, a sentirla riesumare nell’ambito di un progetto sorprendente che pare sia in dirittura d’arrivo: riassume il Giornale che «Finalmente chi andrà bene a scuola, studierà, farà i compiti e conseguirà risultati eccellenti… verrà concretamente premiato». In realtà è quasi una legge fisica: l’effetto segue la causa, per cui – in un sistema di valori integro – chi fa bene viene premiato, chi fa male viene punito in maniera da venir incoraggiato a fare meglio. La grande novità della scuola sarebbe quindi qualcosa di perfettamente normale, non fosse che ormai, in Italia, c’è poco da dare per scontato.

Quindi ben venga la decisione governativa che «prevede una serie di incentivi per il merito scolastico: viaggi, borse di studio, tirocini formativi, accreditamenti gratuiti per musei, biblioteche, teatri e luoghi di cultura…
Il ministro della Pubblica Istruzione, Giuseppe Fioroni, spiega che, premiando chi si impegna, spera di riuscire “a invertire la tendenza” in modo che gli studenti italiani non siano più gli ultimi nelle rilevazioni internazionali come quella Ocse-Pisa».

Rilevazione che mette la scuola italiana in una posizione non eccellente sul piano internazionale, e che in particolare relega la scuola privata italiana in coda alla classifica della sessantina di paesi presi in considerazione dalla ricerca.

Premiando i migliori non solo si intende riconoscere l’impegno unito al talento, fino a oggi troppo spesso dileggiato dai compagni di classe invidiosi e professori non sempre capaci di cogliere la passione dello studente modello. Il premio, nelle intenzioni, dovrebbe invertire la tendenza facendo da “effetto-traino” per i più pigri. «Per la prima volta nella scuola italiana, così come prevede la Costituzione, sarà premiata l’eccellenza degli studenti tramite gare e competizioni che andranno dal livello cittadino a quello internazionale – spiega Fioroni – la valorizzazione dell’eccellenza è uno strumento indispensabile per creare l’effetto-traino per tutti gli studenti».

Un effetto decisamente necessario: stando a quanto si vede e si sente in giro, oggi viene premiato non chi dimostra di meritarlo per il suo impegno e i risultati, ma piuttosto chi riesce a schivare l’interrogazione con lo stratagemma più brillante, l’autore del vandalismo più plateale, chi riesce a farsi mettere la nota più originale, chi brilla di luce riflessa a suon di copiature, chi spadroneggia nella scuola mescolando sapientemente maleducazione, soprusi, indolenza, facciatosta. Un mix da far morire d’infarto il buon maestro Perboni, e da portare sull’orlo di una crisi di nervi gli insegnanti che vedono la scuola come un posto dove imparare a vivere in società, l’insegnamento come una missione, la materia di competenza come una passione da trasmettere.

La rivoluzione di Fioroni punta a premiare i risultati personali e ottenuti in gruppo (una novità: fino a oggi si premiavano solo le bravate), a mettere a disposizione dei meritevoli i mezzi, le strutture, le competenze, a creare una sana competizione tra i “migliori” di ogni materia, facendoli interagire e quindi stimolandoli a migliorare.
«Verranno organizzate competizioni a livello locale e nazionale come olimpiadi o certamina. Saranno “autorità scientifiche significative, come l’Università o gli Istituti di alta ricerca” a garantire la corretta valutazione dei risultati. Gli uffici competenti del ministero rilasceranno le certificazioni delle eccellenze che daranno accesso ai premi». E, per finire, creerà quel canale con le aziende e gli istituti scientifici che potranno così mettersi in contatto con le migliori individualità, valorizzando a loro volta i cervelli ed evitando la fuga all’estero.

Questi, nelle intenzioni, i progetti di Fioroni. Forse un po’ troppo ambiziosi, ma da non scartare, specie se l’alternativa è tenerci la scuola di oggi. Il merito è un volano, e potrebbe dare vita a un circolo virtuoso che solo gli ottimisti oggi possono immaginare. D’altronde il merito si ottiene in base a dei risultati; per ottenere i risultati è necessario studiare con costanza, insegnando valori diversi dal “tutto e subito”, e ragionare, aprendo la mente a prospettive diverse, a un approccio critico e non scontato; per ottenere il risultato è necessario anche competere rispettando le regole, e questo potrebbe portare a un ritorno della correttezza, invocata dagli stessi studenti per garantire una partenza comune al riparo dalle furbate di oggi.

A sua volta il lavoro di gruppo potrebbe a sua volta insegnare la lealtà, dare un assaggio della soddisfazione per un risultato ottenuto in squadra, insegnare la condivisione dei talenti e delle competenze per un risultato comune. Non ultimo, le esperienze, gli strumenti, le metodologie e le conoscenze acquisite oggi dallo studente nel raggiungere i risultati potrebbero essere un formidabile bagaglio per il cittadino di domani.

Se poi gli insegnanti a tutto questo sapranno dare agli studenti una corretta motivazione, il merito potrebbe portare non al cieco arrivismo degli anni Ottanta, ma a un sistema etico diverso dal relativismo che imperversa oggi.

Insomma, una scuola da sogno. Nella speranza che non resti un sogno di scuola.

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