riflessi etici

prospettive cristiane sull'attualità

  • L’avventura continua…

    Dal primo novembre 2011 biblicamente diventa Riflessi etici. Cambiano il nome e il formato grafico, ma l’obiettivo del progetto – dal 2005 – resta lo stesso: cogliere nell'attualità i riflessi etici che emergono dai fatti, dai commenti, dalle proposte, dalle speranze di chi ci sta attorno. Rispecchiando valori che vale la pena di riscoprire pienamente e vivere con coerenza.

    Vi aspetto su riflessietici.wordpress.com

Quel mondo da aiutare

Posted by pj su 7 dicembre 2007

La Stampa, sempre attenta alle realtà evangeliche degli Stati Uniti, qualche giorno fa parlava dell’Hollywood Prayer Network, gruppo «che si riunisce ogni domenica per supportare, almeno spiritualmente, le anime perdute di Hollywood… La congregazione può contare su oltre cinque mila membri in 16 diverse città in tutti gli Stati uniti».

Li muove la convinzione che «Gli uomini non sono stati creati per affrontare una vita di fama e ricchezza» e che quindi per le star la vita sia dura per il contesto in cui si trovano a vivere, e che li porta ai poco invidiabili eccessi di cui i media parlano spesso.

Ricordiamo di aver visto, qualche anno fa, un servizio televisivo realizzato dallo stesso gruppo evangelico per le strade della California (intesa come stato americano), chiedendo alla gente cosa pensasse dei film. Il risultato era stato quasi unanime: lamentele per le pellicole, che non trasmettono valori positivi e anzi indulgono su violenza ed esaltano personaggi e aspetti negativi. Alla prima domanda, in caso di risposta da cui trapelasse l’insoddisfazione, ne seguiva una seconda: “Prega mai per chi lavora nel mondo del cinema?”. Dopo un momento di stupore e di imbarazzo, in molti ammettevano di non averci mai pensato. E qualcuno si riprometteva di cominciare a farlo.

Così banale da passare inosservato: se preghiamo per le autorità, per le forze di polizia, per la nostra vita, la nostra famiglia e le piccole esigenze di ogni giorno, perché non intercedere anche per attori, produttori, autori, cantanti e per tutti quei personaggi che, sul palco o dietro le quinte, possono fare la differenza nel campo della cultura e del costume? Non serve un intero cast cristiano per avere programmi cristiani: basta, per esempio, che un singolo autore riesca a elaborare in maniera convincente sul piano televisivo un’idea cristiana. Se è originale e funziona, andrà in onda e ci resterà. In questi ultimi anni, per una serie di motivi, l’italiano medio ha riscoperto una sensibilità particolare verso la spiritualità, e probabilmente vedrebbe di buon occhio programmi che parlino dell’argomento in maniera interessante, senza limitarlo alla solita telepredica delle emittenti minori, al salotto del sorriso o a un talk show con qualche ospite ecclesiastico. Non è fantascienza: basta un po’ di luce. Sta a noi chiederla.

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