riflessi etici

prospettive cristiane sull'attualità

  • L’avventura continua…

    Dal primo novembre 2011 biblicamente diventa Riflessi etici. Cambiano il nome e il formato grafico, ma l’obiettivo del progetto – dal 2005 – resta lo stesso: cogliere nell'attualità i riflessi etici che emergono dai fatti, dai commenti, dalle proposte, dalle speranze di chi ci sta attorno. Rispecchiando valori che vale la pena di riscoprire pienamente e vivere con coerenza.

    Vi aspetto su riflessietici.wordpress.com

Quell’evangelico fuori norma

Posted by pj su 4 dicembre 2007

Sembrava una meteora, e invece ora qualcuno comincia a crederci: Huckabee, cenerentola dello schieramento repubblicano, pare guadagnare punti come candidato alla Casa Bianca.

Scrive Rainews 24 che «A 52 anni, con un passato da pastore battista e origini a Hope (speranza), la stessa città di Bill Clinton, Huckabee sta raccogliendo i favori di un elettorato conservatore che non si fida del mormone Romney, del “liberal” Giuliani, dell’opaco Thompson o dell’anziano John McCain. Huckabee ha posizioni senza compromessi contro l’aborto e i matrimoni gay e non nasconde l’influsso della religione sulle sue idee politiche. Ma è nello stesso tempo un conservatore anomalo e un predicatore diverso dalla consueta tradizione evangelica. “E’ un conservatore da Nuovo Testamento, non solo da Vecchio Testamento”, sintetizza Dick Morris, che fu consulente politico di Clinton e ora lavora per Huckabee. Da governatore ha fatto una serie di scelte che hanno inorridito molti conservatori. Huckabee si è battuto per garantire l’educazione gratis ai figli di immigrati clandestini. Poi ha alzato un gran numero di tasse e, se eletto, promette di stravolgere il sistema fiscale»

Tra l’altro Huckabee «è un ex obeso che ha perso 50 kg ed è ora un’ispirazione per milioni di americani sovrappeso. Huckabee solleva dubbi sulla teoria dell’evoluzione, incontrando anche in questo molti seguaci nel Midwest. E tra i giovani colpisce il suo ruolo di chitarrista basso in una rock band».

Evangelico ma non bacchettone, fondamentalista ma non tradizionalista, con qualche nota di colore e tocchi di personalità che caratterizzano il personaggio e che lo rendono difficilmente incasellabile nella categoria dei bigotti: un volto dell’America cristiana ancora largamente inedito ai più. Dopo il fedele Bush, che ha riportato l’attenzione su un’America dalle radici evangeliche che l’Europa laica aveva volutamente dimenticato, non sarebbe fuori posto un candidato capace di dimostrare che tra il letteralismo religioso e il lassismo personalista esiste una via di mezzo: la coerenza cristiana che coinvolge tutti gli aspetti della vita, senza per questo rendere una caricatura da Simpson o un fedele da Mulino Bianco.

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