riflessi etici

prospettive cristiane sull'attualità

  • L’avventura continua…

    Dal primo novembre 2011 biblicamente diventa Riflessi etici. Cambiano il nome e il formato grafico, ma l’obiettivo del progetto – dal 2005 – resta lo stesso: cogliere nell'attualità i riflessi etici che emergono dai fatti, dai commenti, dalle proposte, dalle speranze di chi ci sta attorno. Rispecchiando valori che vale la pena di riscoprire pienamente e vivere con coerenza.

    Vi aspetto su riflessietici.wordpress.com

Pane o pesci rossi

Posted by pj su 22 novembre 2007

Negli hotel degli Stati Uniti era un’istituzione: la copia della Bibbia, gentile omaggio della direzione, faceva parte dei benefit offerti esattamente come da noi si offrono le saponette. Ora, però, pare che questa (buona) abitudine sia in disuso: un albergo su cinque, negli ultimi sei anni, ha deciso di non rifornire più le camere con il testo sacro. Due i motivi addotti: da un lato la immancabile par condicio di un’America sempre più religiosamente equidistante, preoccupata per il trauma che la vista di una Bibbia sul comodino potrebbe provocare in un ospite di religione islamica, buddista o altro. Meglio, si sono detti alla reception, tenere qualche Bibbia a disposizione per chi la chiede, insieme a testi come il Corano, il libro di Mormon e similari. Una piccola biblioteca, insomma, per non fare torto a nessuno, per quanto questo sia arduo nel momento in cui qualche induista volesse una copia del Mahābhārata o qualche comunista le lettere di Gramsci.

L’altra giustificazione è molto più pratica e, volendo, onesta: questione di soldi, come sempre. Al visitatore va proposto ciò che lo coccola e lo lusinga, e pare che la Bibbia non sia più tra i desiderata dei viaggiatori, interessati a caricare il proprio lettore portatile o a scorrere annoiati i programmi satellitari su uno schermo al plasma più che soffermarsi di fronte a un libro che sarà pure un best seller da duemila anni, ma ha una trama ormai arcinota e apparentemente non ha più niente di nuovo da dire.

E quindi via agli optional: tra questi addirittura un pesce rosso, che nella sua monotonia probabilmente è l’ultimo ritrovato in fatto di relax per una generazione sazia di effetti speciali e fiera delle sue contraddizioni: carica il blackberry perché non può perdere un contatto nemmeno quando è a letto, ma può soffermarsi per ore a fissare le pigre evoluzioni di un simpatico pinnato.

Insomma, questione di mercato: la Bibbia non tira. O forse, piuttosto, continua a ottenere i suoi risultati, che però non sono così eclatanti, spettacolari, visibili: e questo, per la società del ventunesimo secolo, è imperdonabile: ciò che non colpisce non può venir considerato degno di nota.

Non sarà un caso, d’altronde, se certe chiese e certi predicatori hanno trasformato le celebrazioni in uno show dove l’emotività – amplificata dai megawatt del gruppo di lode e da incoraggiamenti che ricordano gli imbonitori – ha la meglio sulla profondità.

Poi magari, stufi dell’eccesso di tecnologie e di stimoli, dopo una giornata di stress in albergo ci si sofferma di fronte a un pesce rosso. Sempre meglio, d’altronde, che fermarsi di fronte a un libro che costringe a riflettere, se non addirittura a chiedersi il senso profondo di una vita così frenetica e contraddittoria.

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