riflessi etici

prospettive cristiane sull'attualità

  • L’avventura continua…

    Dal primo novembre 2011 biblicamente diventa Riflessi etici. Cambiano il nome e il formato grafico, ma l’obiettivo del progetto – dal 2005 – resta lo stesso: cogliere nell'attualità i riflessi etici che emergono dai fatti, dai commenti, dalle proposte, dalle speranze di chi ci sta attorno. Rispecchiando valori che vale la pena di riscoprire pienamente e vivere con coerenza.

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Giochi e misure

Posted by pj su 14 novembre 2007

Polemiche per un nuovo giocattolo lanciato sul mercato negli Stati Uniti: la bambola parlante di Gesù, venduta dalla più grande catena commerciale del mondo, secondo Repubblica una «conferma che il business degli oggetti religiosi è in pieno boom. E al tempo stesso infrange alcuni tabù sulla mercificazione della fede».

Il giocattolo parla (“Sono Gesù, sono il figlio di Dio”, recita versetti della Bibbia e racconta la moltiplicazione dei pani e dei pesci) ed è stato realizzato dalla one2believe, azienda californiana di cui si era già parlato per i giocattoli “biblici” di Maria, Mosè, Noè, Davide e Golia. Obiettivo del Gesù per bambini, venderne 100mila esemplari entro l’anno, «e i primi risultati dei negozi WalMart sono incoraggianti, almeno sotto il profilo commerciale (un po’ meno sotto quello dei costumi)».

«Dietro al successo – spiega Arturo Zampaglione su Repubblica – c’è il nuovo appeal dei prodotti religiosi. Secondo uno studio condotto da Market research, tra libri, musica, video e accessori, è un mercato che negli Stati Uniti ha un valore annuale di 7,5 miliardi di dollari. Nel passato era incentrato soprattutto sulla stampa e distribuzione della Bibbia: che resta un bestseller, con 25 milioni di copie vendute ogni anno negli States». «Ma adesso – precisa Repubblica – l’offerta di prodotti riguarda una gamma molto più vasta, dai software ai dvd… L’obiettivo è di approfittare di un revival della fede che ha dimenticato l’insegnamento dei “mercantifuoridaltempio”».

Per Zampaglione però «resta un dubbio: il Gesù parlante ha forse travalicato i limiti? Qualche fedele si lamenta di un trend che banalizza la fede; qualche sociologo intravede il rischio che la religione tradisca la spiritualità diventando un ulteriore stimolo al consumismo. Ma ormai sembra difficile fare marcia indietro».

Come abbiamo già avuto modo di dire, non c’è nulla di sbagliato in sé nell’ideare giocattoli con i quali si possa dare una istruzione biblica, o si riesca comunque a introdurre i giovanissimi alla conoscenza di temi, vicende, aspetti legati alla fede cristiana; naturalmente deve esistere un limite di buongusto, ma non è nemmeno il caso di indignarsi quando qualche iniziativa varca la soglia dell’ordinario per proporre qualcosa di diverso. Forse la proposta di un giocattolo che rappresenti Gesù in persona è un azzardo e probabilmente è un azzardo gratuito: per sollevare meno polemiche, per esempio, i versetti e le vicende potevano venir raccontati da qualche personaggio del seguito di Gesù, anziché da Gesù stesso.

Sull’altro versante è opportuno evitare di colpevolizzare chi tenta di invertire una tendenza che, purtroppo, perfino i genitori cristiani non colgono nella loro gravità. Dai Pokemon in giù – e ci sono organizzazioni cristiane che su questo allarme hanno costruito la loro missione – nelle cartolerie come in televisione è una tregenda di citazioni negative, di disvalori, di “divinità straniere”, per dirla con la Bibbia, o di presenze demoniache.

La cosa grave è che i genitori, che dovrebbero vigilare sui contenuti dei programmi e delle stanze dei loro figli, spesso non solo approvano, ma minimizzano gli allarmi con un sorriso: “cosa vuoi che sia mai”. Siamo pronti a spaccare il capello in quattro su questioni secondarie per non sembrare poco spirituali, mentre sulla salute dei nostri figli siamo disposti a transigere pur di non sembrare integralisti.

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