riflessi etici

prospettive cristiane sull'attualità

  • L’avventura continua…

    Dal primo novembre 2011 biblicamente diventa Riflessi etici. Cambiano il nome e il formato grafico, ma l’obiettivo del progetto – dal 2005 – resta lo stesso: cogliere nell'attualità i riflessi etici che emergono dai fatti, dai commenti, dalle proposte, dalle speranze di chi ci sta attorno. Rispecchiando valori che vale la pena di riscoprire pienamente e vivere con coerenza.

    Vi aspetto su riflessietici.wordpress.com

Questione di vita

Posted by pj su 12 novembre 2007

La Stampa oggi segnala l’inaugurazione in provincia di Cuneo un mega-outlet, o centro commerciale: 200 negozi, una quindicina di caselli autostradali in uscita (Torino, fa notare Sapegno sulla stampa, ne ha 11), divertimenti assortiti in un centro “studiato come un villaggio”. Nella prima giornata di apertura, domenica, l’ingresso al centro è stato intasato da mattina a sera da sei chilometri di auto in paziente attesa di parcheggiare e visitare finalmente la cittadella “riempita da un popolo che attorno al consumo costruisce anche la sua vita”, dove “tutto dev’essere bello e allegro, musica in filodiffusione, palloncini colorati e grandi sorrisi”: “è tutto così esagerato che non importa se può sembrare finto”. L’ultima frontiera del consumo.

Sempre La Stampa, sabato, segnalava una notizia di tenore piuttosto diverso, riportando che nelle Filippine una ragazzina di 12 anni, Mariannet Amper, figlia di un operaio edile e di una lavandaia, si era tolta la vita per il fatto di non poter avere quel minimo indispensabile per una vita che, per i suoi parametri, sarebbe risultata dignitosa: “una bicicletta, un paio di scarpe nuove” e un euro (sì, un euro) per una ricerca scolastica, che suo padre non aveva potuto darle perché era mancato dal lavoro per alcuni mesi e, a quanto pare, i soldi in famiglia scarseggiavano nonostante il doppio lavoro della madre.

Comprensibile, credo, il dolore di una bambina che non riesce a guardare al futuro con occhi sereni. Colpa, certo, di una filosofia ormai globale, secondo la quale l’avere è più importante dell’essere, tanto da spingere a sopprimere la propria esistenza per la disperazione di un’indigenza insopportabile. Colpa di un mondo che non riesce a equilibrare la ricchezza, certo. Colpa di regimi, di assetti globali, di guerre, di sprechi, certo. E, certo, il problema delle tante Mariannet non lo risolveremo noi come singoli.

Nel leggere le due notizie resta, però, l’amaro in bocca. Non è una lezione di morale, né una geremiade contro il consumismo. Però la prossima volta che entreremo in un tempio del XXI secolo per comprare qualcosa di più che superfluo, o “il top del top” perché “noi possiamo permetterci il meglio”, proviamo a ricordarci di Mariannet e di quel singolo euro. A noi non basta più non per la spesa, ma nemmeno come cauzione per un carrello. Per lei, segnava la differenza morale tra una vita degna di essere vissuta e una esistenza di disperazione da concludere amaramente.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

 
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: