riflessi etici

prospettive cristiane sull'attualità

  • L’avventura continua…

    Dal primo novembre 2011 biblicamente diventa Riflessi etici. Cambiano il nome e il formato grafico, ma l’obiettivo del progetto – dal 2005 – resta lo stesso: cogliere nell'attualità i riflessi etici che emergono dai fatti, dai commenti, dalle proposte, dalle speranze di chi ci sta attorno. Rispecchiando valori che vale la pena di riscoprire pienamente e vivere con coerenza.

    Vi aspetto su riflessietici.wordpress.com

Quel vizio dello scientismo

Posted by pj su 9 novembre 2007

«Una nuova linea governativa invita gli insegnanti britannici a negare apertamente la validità scientifica del creazionismo nel caso che gli studenti sollevino l’argomento nel corso delle lezioni di biologia. La circolare specifica che le scuole devono insegnare le grandi linee della teoria dell’evoluzione agli studenti fra i 5 e i 14 anni focalizzandosi “sulla natura e sulle prove dell’evoluzione”. Domande intorno al creazionismo dovranno essere trasformate in “opportunità di spiegasre o esplorare perché esso non è considerato una teoria scientifica”.

Che il creazionismo non sia una teoria scientifica è obiettivamente difficile metterlo in dubbio, anche per una semplice questione di termini: per chi lo sostiene, il creazionismo non è una “teoria” ma una certezza indubitabile, mentre in base al linguaggio comune non si può definire “scientifico” ciò che non è verificabile o dimostrabile empiricamente. Almeno allo stato dei fatti, beninteso.

Sicuramente qualche corrente fondamentalista, più orgogliosa che spirituale, potrebbe ritenere che in ogni materia si possa trovare – e si debba infilare – qualche elemento legato alla fede, e questo deve aver convinto il ministero per l’istruzione britannico a emanare la direttiva di cui si parlava.

Quel che turba è l’idea che qualsiasi elemento, argomento, materia, per essere presa sul serio, debba avere “basi scientifiche”: ossia, vedere che la scienza viene assurta sempre più spesso a paradigma dello scibile, del visibile e dell’invisibile. Curioso che gli strali di questi Torquemada alla rovescia si concentrino prevalentemente sulla fede, lasciando indenni le ragioni della storia, i voli della letteratura, gli equilibri della musica, le speculazioni della filosofia. Nonostante la scienza sia anche storia, sappia farsi letteratura, possa essere armonia e abbia la sua filosofia, l’obiettivo da abbattere è sempre la fede, quasi come in una partita a esclusione diretta. Forse gli indizi di religiosità nello scientismo non sono allora così labili.

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