riflessi etici

prospettive cristiane sull'attualità

  • L’avventura continua…

    Dal primo novembre 2011 biblicamente diventa Riflessi etici. Cambiano il nome e il formato grafico, ma l’obiettivo del progetto – dal 2005 – resta lo stesso: cogliere nell'attualità i riflessi etici che emergono dai fatti, dai commenti, dalle proposte, dalle speranze di chi ci sta attorno. Rispecchiando valori che vale la pena di riscoprire pienamente e vivere con coerenza.

    Vi aspetto su riflessietici.wordpress.com

Il nuovo corso degli evangelici USA

Posted by pj su 5 novembre 2007

Gli evangelici USA tornano a far parlare di sé: in un momento particolarmente delicato per il futuro del movimento, e in particolare del suo peso sociale. Le elezioni presidenziali sono, potremmo dire, alle porte, e gli evangelici non hanno ancora trovato un portabandiera: come segnalato dai media in varie occasioni, non esiste un candidato convincente, e questo comporta un inedito stallo, rispetto alla situazione degli ultimi anni.

A questo si aggiunge un’evoluzione naturale, che però, come a ogni passaggio da una fase all’altra, disorienta: gli evangelici cambiano priorità, non parlano più solo di temi come aborto e sesso, ma anche di ecologia e giustizia sociale, argomenti da sempre trascurati dalle correnti evangeliche incentrate sulla pura spiritualità, ma allo stesso tempo temi che, evidentemente nemmeno chi ritiene di “non essere in questo mondo” riesce a evitare per sempre.

E così, segnala Panorama, Richard Cizik, dirigente dell’Associazione nazionale degli evangelici americani (45 mila chiese e 30 milioni di fedeli rappresentati), è stato criticato da 22 leader della destra evangelica per le sue posizioni poco allineate. La differenza rispetto all’Italia? Che altri cento pastori e 63 scuole lo hanno difeso, convenendo che nella vita concreta del cristiano non si possano ignorare temi come l’ecologia e la giustizia sociale, proprio come non si ignora l’importanza dell’educazione scolastica.

Sulla politica però anche un elemento di mente aperta come Cizik è sconsolato: «La verità – spiega – è che nessuno ci rappresenta. Non c’è ancora un partito che neppure lontanamente si avvicini all’idea biblica di giustizia sociale».
Se la cosa può consolare gli americani possiamo aggiungere che ci hanno provato in tanti, in molte parti del mondo, senza risultati apprezzabili; dall’altro lato gli europei potrebbero consolarsi pensando che nemmeno negli USA, il paese più evangelico al mondo, si riesca a individuare un partito degno rappresentante della chiesa.

D’altronde è inevitabile: politica e chiesa sono due cose diverse, agiscono su piani diversi e con scopi diversi: possono fare un tratti di strada insieme, puntare agli stessi obiettivi, ma non potranno mai identificarsi del tutto. E in fondo è meglio così.

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