riflessi etici

prospettive cristiane sull'attualità

  • L’avventura continua…

    Dal primo novembre 2011 biblicamente diventa Riflessi etici. Cambiano il nome e il formato grafico, ma l’obiettivo del progetto – dal 2005 – resta lo stesso: cogliere nell'attualità i riflessi etici che emergono dai fatti, dai commenti, dalle proposte, dalle speranze di chi ci sta attorno. Rispecchiando valori che vale la pena di riscoprire pienamente e vivere con coerenza.

    Vi aspetto su riflessietici.wordpress.com

Il vero vincitore

Posted by pj su 29 ottobre 2007

Nella corsa per le primarie del partito democratico, in vista delle elezioni per la presidenza degli Stati Uniti, il senatore Barack Obama ha deciso di organizzare un Gospel Tour per accaparrarsi le simpatie degli evangelici conservatori, e soprattutto la componente di colore.

La mossa scelta? Girare l’America ospitando McClurkin, che definire “discusso” (come fa il Corriere) è dire poco. Si tratta di un cantante Gospel, nonché «ministro dei pentecostali» che definisce «l’omosessualità una “maledizione”, uno “stile di vita che va curato”, e sostiene che “la maggioranza di gay e lesbiche sono degli infelici”, in parte spinti nella loro condizione di passati di abusi e molestie”».

Una posizione critica nei confronti dell’omosessualità è abbastanza comune, in campo evangelico, e da sempre è oggetto di strali da parte delle realtà che invece sostengono la normalità di quella condizione. Il problema nasce nel momento in cui proprio la corrente omosessuale sostiene ampiamente la candidatura di Obama: un vero e proprio conflitto di interessi. La richiesta della comunità gay era ovviamente quella di liquidare McClurkin per il prosieguo del tour, ma Obama, nel tentativo di salvare capra e cavoli, ha fatto di meglio: ha arruolato un prete gay, incaricato di aprire gli incontri con una preghiera.

Non occorre essere strateghi della politica per capire che le manovre di salvataggio di Obama risultano quantomeno patetiche, e che nel mettere una pezza rischia di peggiorare l’entità dello strappo: difficilmente una comunità evangelica tradizionale apprezzerà la preghiera di un prete gay, e sarà altrettanto arduo che la comunità omosessuale si accontenti di questa formalità per fare pace con Obama.

Quel che forse ci incuriosisce di più, però, e di cui non abbiamo trovato traccia, è la posizione di McClurkin, il cantante-predicatore coinvolto da Obama: è improbabile che non conoscesse la situazione politica e la posizione del candidato a cui si aggregava. Resta il fatto che, allo stato attuale, il vero vincitore è proprio lui: se la sua presenza abbia incoraggiato i credenti tradizionalisti a votare Obama non si sa, però sicuramente il suo messaggio è risuonato forte e chiaro, con tanto di eco internazionale, dal pulpito della parte avversa.

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