riflessi etici

prospettive cristiane sull'attualità

  • L’avventura continua…

    Dal primo novembre 2011 biblicamente diventa Riflessi etici. Cambiano il nome e il formato grafico, ma l’obiettivo del progetto – dal 2005 – resta lo stesso: cogliere nell'attualità i riflessi etici che emergono dai fatti, dai commenti, dalle proposte, dalle speranze di chi ci sta attorno. Rispecchiando valori che vale la pena di riscoprire pienamente e vivere con coerenza.

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Giochi pericolosi

Posted by pj su 12 ottobre 2007

Atleti, allenatori, personale, giornalisti e gli altri membri delle delegazioni olimpiche a Pechino 2008 non potranno portare con sé “materiali usati per qualsiasi attività religiosa o politica o per dimostrazioni”: «la rigida disposizione – segnala Repubblica – fa parte della lista degli oggetti che è “proibito” introdurre in Cina. La nota è stata diffusa dal Bocog, il comitato organizzatore delle Olimpiadi».

«La novità – continua Repubblica – ha stupito negativamente i membri delle delegazioni nazionali presenti a Pechino. E’ la prima volta che norme di questo genere vengono introdotte in occasioni delle Olimpiadi, dove è normale per le squadre avere esponenti religiosi al seguito». E non è nemmeno stato chiarito se nella categoria «degli articoli “proibiti” rientrino copie del Vangelo o di altri libri sacri».

Il Giornale rincara segnalando che “è la prima volta che in un’Olimpiade – fanno notare anche al Coni – si va a toccare così apertamente la libertà di professare il proprio credo. L’aggravante è che il codicillo in questione riguarda specificatamente tutti gli accreditati: per cui atleti in primis”. E il Corriere ricorda che il tiratore Pellielo va in pedana leggendo la Bibbia, cosa che, stando così le cose, non potrà ripetersi a Pechino.

La norma si applica in tutti gli siti olimpici: i funzionari olimpici cinesi rassicurano ricordando che sarà possibile pregare e celebrare funzioni negli appositi spazi; di conseguenza, anche se non viene esplicitamente detto, al di fuori delle “meditation room” sarà opportuno mantenere una laica sobrietà, lasciando nella propria stanza gli eventuali simboli di riconoscimento, a partire dalla Bibbia stessa, ammesso riesca a passare i serrati controlli delle autorità.

La Stampa riporta che «nella delegazione azzurra (e non solo) è scattato l’allarme. La Bibbia si può portare o è considerata reato?… Anche una qualsiasi funzione religiosa all’aperto potrebbe turbare la pax olimpica», senza contare che il divieto è vago, e quindi sarà la polizia ad applicarlo in una maniera che, si suppone, sarà discrezionalmente restrittiva.

Tra gli atleti italiani c’è già chi non ci sta, come la saltatrice Antonietta Di Martino, sentita dal Giornale, che porta in gara il crocifisso e quando partecipa alle competizioni ha sempre in valigia la Bibbia: “non penso certo che senza crocifisso le gare andranno male: questa è superstizione”, precisa giustamente la Di Martino, rammaricandosi però perché “è un fatto culturale e personale, vietarlo è un atto arbitrario”.

In un’intervista alla Stampa Bernardo Cervellera, direttore di Asianews, è critico verso il regime: «Le autorità di Pechino sono preoccupate perché molte organizzazioni religiose, soprattutto le sigle protestanti, vogliono usare i giochi olimpici per fare evangelizzazione, incontrare i cristiani cinesi, verificare in quali condizioni sono costretti a vivere la loro fede e aiutarli concretamente. Sarebbe un colpo ferale per un governo che continua a costruire comunità nazionali e patriottiche con li chiaro intento di separare e isolare dal resto del mondo i fedeli di tutte le religioni. Insomma, sentono incombere un enorme pericolo». In merito ai recenti segnali di apertura, continua Cervellera, «Si è svelato l’inganno, ora Pechino ha gettato la maschera… la finzione è subito crollata per timore di ogni denominazione cristiana… nei palazzi del potere tengono d’occhio i duemila protestanti che si stanno preparando a fare delle Olimpiadi una terra di missione».

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