riflessi etici

prospettive cristiane sull'attualità

  • L’avventura continua…

    Dal primo novembre 2011 biblicamente diventa Riflessi etici. Cambiano il nome e il formato grafico, ma l’obiettivo del progetto – dal 2005 – resta lo stesso: cogliere nell'attualità i riflessi etici che emergono dai fatti, dai commenti, dalle proposte, dalle speranze di chi ci sta attorno. Rispecchiando valori che vale la pena di riscoprire pienamente e vivere con coerenza.

    Vi aspetto su riflessietici.wordpress.com

Passato e presente

Posted by pj su 11 ottobre 2007

“Un anniversario non si nega a nessuno”, titolava martedì La Stampa in relazione al boom di celebrazioni che vedono assieparsi tra quest’anno e il prossimo una serie di fatti tragici, grandi conquiste, rivoluzioni incompiute e rivoluzionari controversi, dipartite celebri.

Visto il numero di commemorazioni, «non deve sorprendere che il fabbricante di memorial day (a New York ci sono 27 agenzie), sia un mestiere ricco di possibilità, che permette di spaziare dal lancio dello Sputnik (1957) ai quarant’anni dal ’68, ormai imminenti».

«E noi – conclude Roselina Salemi sulla Stampa -, come dice il grande poeta greco Titos Patrikios, “continueremo a guardare indietro per non dichiarare la nostra paura del presente”».

Si prova, talvolta, un sottile disagio nello scorrere senza uno scopo preciso le agende o i diari degli anni passati, e forse questo disagio è legato a un curioso paradosso: si spendono ore per riguardare il passato, sottraendole alla programmazione del futuro, e tornando al presente ci si ritrova dentro un misto di malinconia, nostalgia, dubbi, forse un po’ di depressione. Poche le prospettive, scarsi gli stimoli, e molto spesso raro anche l’ottimismo. E il presente diventa più difficile da affrontare.

L’unico modo di uscire indenni dalle pagine del passato e dalle celebrazioni è affrontare le une e le altre con la serenità di un cuore che forse non conosce con precisione il suo percorso – e che per questo, talvolta, può sbagliare -, ma che di certo ha trovato la strada. Il passato è funzionale al presente, a quell’eterno presente che ogni cristiano vive se ha compreso il significato del “vivere per Cristo”: un presente dove tutto è sotto controllo – non nostro, ma di qualcuno che può gestirlo molto meglio di noi – e tutto ha un senso, dove la gioia va oltre l’effimero e dove anche la sofferenza e le difficoltà sono funzionali – a volte nel ruolo di indicazioni, a volte come strumenti – a un viaggio nel corso del quale guardiamo la meta, ma senza dimenticare che a sua volta il nostro cammino si intreccia con altri, dipende da altri, non può ritenersi estraneo o restare indifferente agli altri.

Un percorso che si alimenta della luce di Dio, del servizio al prossimo e del comunicare quella speranza che è anche una certezza. Ecco, in quest’ottica il passato diventa una mappa, e non un rimorso, e anche il presente si prospetta in una nuova luce.

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