riflessi etici

prospettive cristiane sull'attualità

  • L’avventura continua…

    Dal primo novembre 2011 biblicamente diventa Riflessi etici. Cambiano il nome e il formato grafico, ma l’obiettivo del progetto – dal 2005 – resta lo stesso: cogliere nell'attualità i riflessi etici che emergono dai fatti, dai commenti, dalle proposte, dalle speranze di chi ci sta attorno. Rispecchiando valori che vale la pena di riscoprire pienamente e vivere con coerenza.

    Vi aspetto su riflessietici.wordpress.com

Privilegi discriminanti

Posted by pj su 5 ottobre 2007

Viviamo in una società che, pur illudendosi di essere laica, è sempre più multiculturale e multireligiosa. Una società per giunta globale, che ci costringe a prendere in considerazione fatti, situazioni, vicende anche di paesi che distano migliaia di chilometri da casa nostra: le tendenze non hanno confini e ignorarle significa trovarsi impreparati di fronte a nuove sfide ed esigenze sociali con cui, presto o tardi, anche noi ci troveremo a confrontarci.

Per questo è interessante quanto è avvenuto di recente negli USA, dove una decina tra scuole e college si sono attrezzati per una inedita necessità: fornire agli studenti musulmani (in certi casi il 10% della popolazione scolastica del luogo) i sanitari necessari per le abluzioni rituali. In parole povere, hanno installato una serie di bidet per consentire ai musulmani praticanti di lavarsi i piedi prima delle preghiere, come prevede il corano. Il problema era anche di ordine pratico: più di qualche studente, nel tentare di lavarsi i piedi nei lavandini della scuola, era scivolato finendo per farsi male, con strascichi giudiziari per la scuola stessa. Ogni istituto ha provveduto a suo modo, chi con un paio di postazioni, chi con installazioni più numerose, allestite ovviamente con soldi pubblici; inevitabili di conseguenza le polemiche da parte di associazioni laiche e gruppi evangelici, per una volta schierati sullo stesso fronte. Le prime hanno obiettato sull’opportunità di usare il denaro dei contribuenti per agevolare un gruppo religioso specifico; i secondi hanno contestato il privilegio concesso alla minoranza islamica.

Per le scuole non deve essere stata una scelta semplice, tra pressioni politiche di ogni genere, interessi religiosi, aperture e diffidenze dell’opinione pubblica. Ci sono buone ragioni per dire che gli istituti in questione hanno fatto la scelta giusta, e altri per definirla sbagliata. Da un lato si trattava di un’esigenza sentita da un nutrito gruppo di studenti, e in passato altri gruppi hanno chiesto altre agevolazioni, come le cappelle universitarie; dall’altro lato va segnalato che, di fronte a un simile aiuto a una minoranza, suona ancora più incoerente il divieto per il gruppo maggioritario – quello evangelico – di portare elementi o messaggi che richiamino la fede, dai crocifissi alle magliette, come appare incoerente la caccia alle streghe contro i simboli del credo cristiano che da secoli compaiono in tutti i luoghi pubblici, e pare poco sensata anche l’opposizione degli istituti alla preghiera pubblica, momento di valore sociale oltre che religioso per la società nordamericana.

Se trattamenti di favore e benefici devono essere uguali per tutti, insomma, è onesto chiedere che valgano davvero per tutti. Sarebbe paradossale se dovesse essere discriminata proprio la maggioranza.

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