riflessi etici

prospettive cristiane sull'attualità

  • L’avventura continua…

    Dal primo novembre 2011 biblicamente diventa Riflessi etici. Cambiano il nome e il formato grafico, ma l’obiettivo del progetto – dal 2005 – resta lo stesso: cogliere nell'attualità i riflessi etici che emergono dai fatti, dai commenti, dalle proposte, dalle speranze di chi ci sta attorno. Rispecchiando valori che vale la pena di riscoprire pienamente e vivere con coerenza.

    Vi aspetto su riflessietici.wordpress.com

Quelle intuizioni perdute

Posted by pj su 27 settembre 2007

«Sabato 29 e domenica 30 settembre 2007, Torino e il Piemonte festeggiano, insieme ad altre dieci regioni italiane, la terza edizione della Festa dei Lettori: un’iniziativa di promozione della lettura organizzata a livello nazionale dai Presìdi del Libro». A Torino la manifestazione si abbina a un tratto architettonico caratteristico della città, i portici, sotto i quali la festa si sviluppa in una lunghissima libreria, animata da migliaia di librai torinesi che scenderanno per la strada con i loro stand.

A “Portici di carta”, questo il titolo della manifestazione torinese, i settori saranno divisi per tematiche: la via delle letterature, delle lingue, delle scienze, dei ragazzi e così via, fino all’immancabile via della spiritualità, dove sarà presente una postazione di Casa della Bibbia: sul bancone verranno esposti copie della Bibbia, libri cristiani e materiale annesso. Onore al merito di CdB, che ha avuto la sensibilità di aderire a questa iniziativa, nella speranza di sollevare interesse da parte delle persone, probabilmente migliaia, che gireranno lungo i due chilometri della libreria sotto i portici alla ricerca di qualcosa che li tenti alla lettura.

«Un italiano su due non legge neanche un libro in un anno», ha dichiarato il ministro Rutelli al Messaggero, due giorni fa: un dato sconcertante, e ben vengano le iniziative che possono contribuire a invertire la tendenza.

Dato che però, sicuramente, gli evangelici non sono sopra la media (nella speranza, anzi, che non la abbassino), c’è da chiedersi se non dovremmo incoraggiare la presenza dei nostri fratelli a Portici di carta, come anche alla Fiera del libro, nelle librerie, nelle biblioteche, accanto agli scaffali librari sempre più nutriti presenti nei supermercati e nei centri commerciali, alle iniziative di promozione della lettura disseminate sul territorio nel corso dell’anno.

Spesso, tra i cristiani coerenti, gira una corrente di pensiero secondo la quale “la Bibbia ci basta”. Può essere vero, se siamo abili letterati, colti filologi, insigni traduttori, esperti storici: in questo caso siamo in grado di interpretare nella maniera più fedele quella “lettera di Dio” che leggiamo ogni giorno. Se però non ci riconosciamo in queste categorie, forse è il caso di mettere da parte l’orgoglio: essere salvati per grazia senza poter aggiungere nulla di nostro a questo dono non comporta automaticamente il possesso della verità nella sua completezza, altrimenti Dio non ci avrebbe lasciato la Bibbia spronandoci a farne il filo conduttore dei nostri pensieri.

Dovremmo piuttosto cominciare a pensare che, forse, per capire in maniera sempre più completa il messaggio divino senza cadere in luoghi comuni e false interpretazioni è importante applicarsi, impegnarsi, e magari confrontarsi con chi ha passato la vita su quel testo, sia esso per non basta il versetto quotidiano del calendario: occorre approfondirne gli aspetti storici, la precisione nelle traduzioni, la cura filologica dei manoscritti, la riflessione teologica sulle dottrine cristiane di base, il contesto storico e culturale delle vicende bibliche. Se Dio ha dato la luce di una rivelazione ad altri uomini, venuti prima di noi o nostri contemporanei, ben venga: anziché ripartire da zero con la nostra esperienza possiamo continuare dal punto in cui altri sono arrivati nella loro comprensione di Dio, della fede, della vita cristiana. Questo non significa, come alcuni temono, idolatrarli, santificarli, né approvare i limiti che anche loro, come ogni essere umano, hanno dimostrato di avere, o giustificare gli errori che, come ognuno di noi, hanno commesso.

È una considerazione banale? Guardando la tendenza generale nell’ambiente pare proprio non lo sia.
È infatti decisamente curioso notare come ogni generazione di credenti evangelici ritenga di dover ricominciare da capo, disprezzando l’intuizione e la spiritualità di chi è venuto prima di noi. Se la società umana avesse fatto così, a ogni generazione ci ritroveremmo a reinventare la ruota.

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