riflessi etici

prospettive cristiane sull'attualità

  • L’avventura continua…

    Dal primo novembre 2011 biblicamente diventa Riflessi etici. Cambiano il nome e il formato grafico, ma l’obiettivo del progetto – dal 2005 – resta lo stesso: cogliere nell'attualità i riflessi etici che emergono dai fatti, dai commenti, dalle proposte, dalle speranze di chi ci sta attorno. Rispecchiando valori che vale la pena di riscoprire pienamente e vivere con coerenza.

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L’integralismo della razionalità

Posted by pj su 26 settembre 2007

L’Alleanza evangelica europea esprime un parere critico sul rapporto “I pericoli del creazionismo nell’educazione” che il Consiglio d’Europa voterà la prossima settimana, segnalando il pericolo di una posizione censoria da parte dell’istituzione. Nel dossier che verrà sottoposto al consiglio, infatti, il creazionismo passa per un pericolo, specie da quando qualche dissennato ha avuto la ventura di accostare Darwin ai terroristi. Forse è stato solo un pretesto per sferrare un attacco in programma da tempo; resta il fatto che, in sostanza, la commissione dipinge l’evoluzionismo come l’unica ipotesi vera, ragionevole, utile, mentre il creazionismo come una diceria, una favola, un’idea infondata.

Il problema, sottolinea giustamente l’AEE, non è la posizione della commissione (e, se accoglierà il dossier, del Consiglio d’Europa), ma il principio secondo il quale debba essere un’istituzione politica a decidere quali posizioni censurare e quali sostenere. Difficile non convenire che «Se una teoria non minaccia la legge e l’ordine pubblico, gli scienziati, gli studenti e tutti gli interessati dovrebbero essere liberli di esaminarla e di arrivare a delle conclusioni». Curioso che, in questo caso, per sostenerlo debba intervenire l’Alleanza evangelica, mentre la coalizione liberal-democratica sia fautrice di una linea limitativa della libertà.

Non è quindi tanto una questione di contenuti, ma di principio. Perché è un principio pericoloso quello che potrebbe venir adottato dal Consiglio d’Europa. Se non sussistono motivi di sicurezza tali da giustificare misure restrittive, accettare l’idea che un’autorità politica possa decidere cosa è giusto studiare e cosa no, e mettere al bando una corrente culturale o una posizione dottrinale si avvicina un po’ troppo al tanto vituperato concetto di censura.

E non è una battaglia fine a se stessa: sulla base dello stesso principio, come oggi potrebbe venir messo virtualmente fuori legge il creazionismo in quanto poco scientifico, domani potrebbe toccare, per le stesse ragioni, alla Bibbia, ai libri che parlano di spiritualità, alle riunioni dove si sostiene di comunicare con un’entità spirituale intangibile e scientificamente non provata, quale Dio è. Sarebbe la dittatura dello scientismo, che oggi qualche servo sciocco della scienza vagheggia senza la lungimiranza di capire che, se le prime vittime sarebbero la spiritualità e la filosofia, in seconda battuta toccherebbe agli scienziati meno allineati, e poi alla stessa ricerca scientifica, che dall’intuizione e dal genio – elementi, va da sé, poco scientifici – deriva spesso le sue scoperte.

Una volta superata la soglia del principio di non ingerenza nelle faccende private, potrebbe essere solo questione di tempo vedersi imporre l’integralismo della razionalità.

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