riflessi etici

prospettive cristiane sull'attualità

  • L’avventura continua…

    Dal primo novembre 2011 biblicamente diventa Riflessi etici. Cambiano il nome e il formato grafico, ma l’obiettivo del progetto – dal 2005 – resta lo stesso: cogliere nell'attualità i riflessi etici che emergono dai fatti, dai commenti, dalle proposte, dalle speranze di chi ci sta attorno. Rispecchiando valori che vale la pena di riscoprire pienamente e vivere con coerenza.

    Vi aspetto su riflessietici.wordpress.com

Quella fede che disturba

Posted by pj su 21 agosto 2007

Lo Stato italiano seguirà il caso di Muhamed Hegazi, l’egiziano convertitosi pubblicamente al cristianesimo e colpito, per questa sua scelta, da una fatwa unanime degli ulema del suo paese. Il caso è stato sollevato ieri sul Corriere della Sera da Magdi Allam, editorialista della testata impegnato sempre di più in difesa dei cristiani nel mondo. Pare che in Egitto si possa essere cristiani, ma solo sottovoce, per non turbare i diritti dell’islam (e suona sempre più ironico che significhi “sottomissione”).

Il nostro Ministero degli Esteri non ha lasciato cadere la questione: il viceministro Ugo Intini ha dichiarato che il caso “non sarà preso alla leggera”: «Faremo gli accertamenti necessari e ci muoveremo per difendere i diritti umani e la libertà religiosa». E obietta che comunque «Il “silenzio assordante” della chiesa cristiana copta di fronte alla conversione rimproverato da Allam non è casuale. Nasce dal fatto che dieci milioni di copti vivono rispettati in Egitto e praticano liberamente la loro religione».

E forse il ministro, nella sua excusatio non petita, ha colto nel segno: la differenza tra religione e fede. Tradizioni, abitudini, formule, riti, magari limitati a momenti determinati e luoghi specifici, non infastidiscono i regimi. Non infastidivano più di tanto nemmeno i regimi comunisti, né la dittatura nazista. E oggi sono tollerati nei paesi islamici più illuminati.

Appena però qualcuno osa uscire dalla pratica personale, anche senza voler eccedere in un improbabile esibizionismo religioso, rischia la vita: una fatwa per apostasia è una sentenza che ogni islamico può – deve sentirsi in dovere di – adempiere. Perché la fede, quando viene vissuta e non solo ammirata nell’esistenza altrui, diventa una parte intensa del proprio quotidiano, condiziona le proprie scelte, cambia l’approccio ai problemi, offre una diversa prospettiva su ciò che sta attorno.

Una dittatura – sia essa politica, militare, religiosa – si basa sul controllo dello status quo, ma anche delle menti; la vita di fede richiede, per esistere, libertà e indipendenza di pensiero. Per questo la fede rischia di essere qualcosa di deflagrante, e per questo non può non dare fastidio a chi basa il proprio potere sul controllo assoluto dei corpi e del pensiero. Sia esso un imam, un conducador, un fuhrer.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

 
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: