riflessi etici

prospettive cristiane sull'attualità

  • L’avventura continua…

    Dal primo novembre 2011 biblicamente diventa Riflessi etici. Cambiano il nome e il formato grafico, ma l’obiettivo del progetto – dal 2005 – resta lo stesso: cogliere nell'attualità i riflessi etici che emergono dai fatti, dai commenti, dalle proposte, dalle speranze di chi ci sta attorno. Rispecchiando valori che vale la pena di riscoprire pienamente e vivere con coerenza.

    Vi aspetto su riflessietici.wordpress.com

Esempi nordici

Posted by pj su 13 agosto 2007

“Più pecore che persone, il segreto dell’isola felice”: la Stampa scopre Givaen, isola norvegese dove vivono “vitelli, capre, polli e solo 15 abitanti. Ma tutti amici”. Vivono, spiega il quotidiano torinese, «senza risorse, senza auto, senza preoccupazioni, senza invidie, senza liti. Però felici, come se l’isola fosse libera dal male: le porte delle case sono sempre aperte, l’unico crimine degli ultimi vent’anni è stato un furtarello. La loro storia è apparsa sul mensile tedesco di nautica «Mare» e ha subito fatto il giro della Germania».

Spiega una dei quindici abitanti, il cui motto di vita è “Le preoccupazioni sono un peso che Dio non ha voluto che portassimo”: «ho il mio compito nella vita e appartengo alla comunità… Non siamo migliori degli altri, semplicemente non abbiamo lo spazio per evitarci, così ci rispettiamo e ci aiutiamo a vicenda».

Ogni anno al terzo fine settimana di luglio c’è la Festa dell’Estate, «quando l’isola si riempie di parenti che tornano a casa, e per farli stare tutti si montano le tende, si dividono i letti e si mandano gli uomini a dormire in barca. Poi si mangia, si prega e si canta. E la domenica c’è l’asta di tovaglie, cuscini, calze, guanti preparati dalle donne del Circolo Missionario di Givaer».

Sì, perché se «Givaer è piccola e la natura avara», i suoi abitanti decisamente non lo sono: le donne del Circolo missionario, spiega La Stampa, «Sono sei, si incontrano alle otto una sera ogni due settimane e lavorano di ago e di ferri leggendo la Bibbia e parlando di figli e vitelli fino a quando la pendola batte l’ora di tornare a casa: le dieci e mezza. E ogni volta nel salutarsi si chiedono quanto denaro riusciranno a raccogliere e se mai batteranno il record di 70 mila corone – ottomila euro… La decana del Circolo ha novant’anni e per il suo compleanno ha chiesto in regalo solo soldi. Ha ricevuto mille euro e li ha subito girati a un orfanotrofio dell’Azerbaijan. Perché la gente di Givaer è fatta così. Una coppia aveva preso tre bambini in affidamento per le vacanze. Dovevano restare due settimane, rimasero anni. E da quando sono partiti, per riempire il tempo vuoto, la madre prende il traghetto una volta alla settimana per fare il turno di notte al Telefono Amico. Tra una telefonata e l’altra sferruzza coperte che poi mette all’asta per riempire le casse delle Missioni. Di soldi per sé non ha bisogno e di tempo ne ha tanto: può regalare entrambi».

Una vita, quella degli abitanti di Givaer, scandita dalla fede e dalla generosità. Come quella di ogni chiesa cristiana?

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