riflessi etici

prospettive cristiane sull'attualità

  • L’avventura continua…

    Dal primo novembre 2011 biblicamente diventa Riflessi etici. Cambiano il nome e il formato grafico, ma l’obiettivo del progetto – dal 2005 – resta lo stesso: cogliere nell'attualità i riflessi etici che emergono dai fatti, dai commenti, dalle proposte, dalle speranze di chi ci sta attorno. Rispecchiando valori che vale la pena di riscoprire pienamente e vivere con coerenza.

    Vi aspetto su riflessietici.wordpress.com

In buona compagnia

Posted by pj su 5 luglio 2007

Un migliaio di persone in piazza SS. Apostoli ieri sera a Roma per “Salviamo i cristiani”, la manifestazione ideata e promossa da Magdi Allam. Sul palco, insieme agli esponenti di altre realtà confessionali, anche Roberto Mazzeschi, presidente dell’Alleanza evangelica italiana: sicuramente un bel riconoscimento per l’AEI e per l’ambiente evangelico italiano che la maggior parte delle volte si ritrova dimenticato, frainteso o – nel migliore dei casi – eclissato dalla poco rappresentativa presenza protestante.

Una partecipazione “ecumenica”, per dirla alla Pezzotta, che ha visto gli evangelici superare barriere fino a ieri troppo alte, presenziando a una manifestazione organizzata da altri, e per giunta dove la presenza evangelica era in minoranza. La prova generale è stata il Family Day, e ha funzionato; ora siamo andati oltre, salendo perfino sul palco insieme a musulmani, ebrei, cattolici e laici, di fronte a politici di destra e di sinistra. Un errore? Una concessione all’ecumenismo? Di fronte alla persecuzione dei cristiani non c’è colore, denominazione o partito che tenga. Non si tratta di compromettersi dottrinalmente, ma di dare un segnale di incoraggiamento ai tanti che, per aver voluto cominciare una nuova vita con Cristo, sono maltrattati, seviziati, esiliati, massacrati.

Ben venga il fatto di alzare insieme la voce per incoraggiarli. E anzi avremmo voluto vedere, accanto a Mazzeschi, più politici, più rappresentanti delle istituzioni, più democratici duri e puri, più garantisti di convinzioni granitiche.

La presenza evangelica fuori dalle chiese non deve essere un tabù. Certo, la scelta di adesione deve venir esercitata con sobrietà e saggezza, senza lasciarsi andare all’impeto del momento ma allo stesso tempo senza tentennare più del necessario. Esserci significa anche dire che ci preoccupiamo per la società, per le situazioni contingenti, per i problemi che vediamo attorno a noi. In quattro parole: che amiamo il nostro prossimo.

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