riflessi etici

prospettive cristiane sull'attualità

  • L’avventura continua…

    Dal primo novembre 2011 biblicamente diventa Riflessi etici. Cambiano il nome e il formato grafico, ma l’obiettivo del progetto – dal 2005 – resta lo stesso: cogliere nell'attualità i riflessi etici che emergono dai fatti, dai commenti, dalle proposte, dalle speranze di chi ci sta attorno. Rispecchiando valori che vale la pena di riscoprire pienamente e vivere con coerenza.

    Vi aspetto su riflessietici.wordpress.com

Tutele e paradossi

Posted by pj su 22 giugno 2007

Harry Potter, dalla pietra filosofale a pietra di scandalo. Succede in Inghilterra che una maestra delle elementari vieta a una sua allieva, di sette anni, di leggere Harry Potter.

Non l’avesse mai fatto: la mamma della bambina ha denunciato l’insegnante per danni psicologici e morali, chiedendo 75 mila euro. La docente ha spiegato al giudice che non crede all’esistenza di una magia “buona”, “bianca”, e che la Bibbia condanna chiaramente alcune pratiche contenute nella saga del maghetto.

In attesa della sentenza la direzione della scuola, in evidente imbarazzo, ha preferito scaricare la docente, che per ora ha preferito sparire.

Non conosciamo tutti i dettagli della vicenda, ma è improbabile che la maestra avesse impedito alla bambina di leggere Harry Potter a casa, dato che la giurisdizione dell’insegnante non si estende fuori di scuola: se quindi la ragazza portava o leggeva il volume a scuola, l’insegnante aveva tutto il diritto di riprenderla. Sempre se, naturalmente, gli insegnanti hanno ancora un credito di preparazione e di metodo che garantisce un’autorevolezza alle scelte: se così non è, non ha più senso lasciare i propri figli nelle mani di persone di cui non ci si fida, che propongono sistemi non condivisi, che non hanno la competenza per istruire i ragazzi. Dalla reazione che hanno di fronte agli insegnanti pare proprio che siano molti i genitori, oggi, a pensarla così. Ma ovviamente non hanno la coerenza di scegliere una soluzione diversa: lo homeschooling.

Se poi il tema è la magia, le cose si complicano: minimizzare e banalizzare non è la scelta più saggia nemmeno da parte di chi non crede nell’esistenza dell’esoterico, e le testimonianze in merito al pericolo di intraprendere certi percorsi sono sotto gli occhi di tutti.

Altra considerazione non secondaria: le distorsioni che la laicità rischia di portare. Perché invocare la laicità significa spesso invocare un passo indietro di posizioni cristiane (curiosamente ma delle altre) a favore di un’illusione di equidistanza tra posizioni diverse. Fino a quando questo serve ad arginare uno strapotere può avere una sua utilità, ma mostra tutti i suoi limiti quando diventa una lotta senza quartiere non a favore l’eguaglianza, ma per una pulizia culturale nei confronti di una specifica posizione maggioritaria. Va infatti sfatato un mito: laicità non è sinonimo di neutralità, non è una non-scelta che dà pari cittadinanza a tutte le opzioni. Anche la laicità esprime una posizione, e spesso questa posizione, per reverse discrimination, finisce per non essere equidistante come si vorrebbe credere e far credere.

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