riflessi etici

prospettive cristiane sull'attualità

  • L’avventura continua…

    Dal primo novembre 2011 biblicamente diventa Riflessi etici. Cambiano il nome e il formato grafico, ma l’obiettivo del progetto – dal 2005 – resta lo stesso: cogliere nell'attualità i riflessi etici che emergono dai fatti, dai commenti, dalle proposte, dalle speranze di chi ci sta attorno. Rispecchiando valori che vale la pena di riscoprire pienamente e vivere con coerenza.

    Vi aspetto su riflessietici.wordpress.com

Genitori normali

Posted by pj su 21 giugno 2007

Si prospetta un’estate di lavoro per due diciassettenni della provincia milanese, sorpresi dai Carabinieri qualche notte fa a imbrattare un sottopasso: passeranno otto ore al giorno ad aiutare gli anziani e i disabili collaborando con le educatrici dei centri comunali. Fin qui, poco di strano, salvo una pena esemplare e utile nei confronti di un paio di ragazzini che si sono lasciati prendere la mano da suggestioni televisive o cattive compagnie. Certo, farebbe già notizia il fatto che il sindaco abbia deciso di punire, quando di solito si tende a sorvolare: eppure c’è una notizia ancora più sorprendente. Infatti con i tempi che corrono il sindaco, quando ha telefonato inviperito ai genitori dei due per annunciare la denuncia per danneggiamenti, non si sarebbe mai aspettato di sentirsi rispondere: «Una denuncia non basta: vogliamo una punizione che faccia capire ai nostri figli che le opere pubbliche vanno rispettate». E, tantomeno, si sarebbe aspettato di sentir insistere i genitori per pagare di tasca propria le spese di ripulitura del muro imbrattato.

Una volta, diciamo fino a vent’anni fa, era la normalità: se si combinava qualcosa, c’era il timore della reazione dei genitori, che di solito erano la prima espressione dell’autorità e della legalità. Certo, anche allora esistevano genitori capaci di dare ragione al figlio intemperante, ma erano esempi eclatanti, rari e comunemente riconosciuti nella loro valenza negativa. Oggi il padre galantuomo è raro più del figlio educato, e dobbiamo stupirci se alcuni genitori hanno voluto far impartire una sonora (e istruttiva) lezione a quei figli cui evidentemente avevano tentato di inculcare un’educazione, ma nei confronti dei quali qualcosa era andato storto. Niente di male: il colpo di testa può succedere anche al figlio migliore, con l’educazione più ligia. La differenza sta nella reazione: c’è quella che si risente, colpevolizza l’insegnante, la televisione, le cattive compagnie, l’autorità. E quella del genitore che si stupisce, si scusa e fa fronte comune con l’autorità per non dare al figlio una solidarietà diseducativa e fuorviante, convincendolo di poter contare anche in seguito sull’impunità.

Dovrebbe essere la normalità. Genitori a modo, educati, civili, che vorrebbero altrettanto civili i loro figli e sono disposti a pagare le spese dei loro errori, ma anche a fare il possibile per riportarli in un contesto di civile convivenza. Purtroppo sono casi rari, ma è incoraggiante che almeno ogni tanto qualche barlume di civile normalità – o meglio: quella che era la normalità, e che oggi si trova nell’archivio dell’anima – emerga ancora, per rassicurarci: nell’universo occidentale c’è ancora qualche genitore che ha letto il libretto di istruzioni.

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