riflessi etici

prospettive cristiane sull'attualità

  • L’avventura continua…

    Dal primo novembre 2011 biblicamente diventa Riflessi etici. Cambiano il nome e il formato grafico, ma l’obiettivo del progetto – dal 2005 – resta lo stesso: cogliere nell'attualità i riflessi etici che emergono dai fatti, dai commenti, dalle proposte, dalle speranze di chi ci sta attorno. Rispecchiando valori che vale la pena di riscoprire pienamente e vivere con coerenza.

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VdB e le chiusure annunciate

Posted by pj su 19 giugno 2007

Dopo 46 anni di attività, chiude Voce della Bibbia. Avviene – ironia della sorte – pochi mesi dopo i festeggiamenti per il traguardo dei nove lustri, che ha visto convergere su Formigine radio evangeliche, referenti di Back to the Bible (la missione internazionale di cui VdB è branca italiana), rappresentanti di altri centri di produzione.

Che la situazione, per le radio evangeliche, non sia felice lo si capisce facilmente: le emittenti si scontrano mensilmente contro nuove normative per la difesa dell’ambiente e contro l’inquinamento da onde radio, e devono fornire sempre nuovi certificati (che costano) e aggiornare con frequenza perfino eccessiva i macchinari. I centri di produzione, per la loro attività difficilmente quantificabile in termini fisici, vivono una situazione ancora più imbarazzante: producono per le radio ma le radio non possono sostenerli, e gli ascoltatori non riescono spesso a rendersi conto della differenza tra strumento (l’antenna, con tutto quel che le sta attorno) e contenuti (ossia, i programmi e chi prepara).

Non stupisce, quindi, che VdB – senza dubbio un pilastro della radiofonia evangelica, referente pressoché unico fino a qualche anno fa – a un certo punto abbia ceduto, come stupisce che crc oggi prosegua quotidianamente il suo impegno nel realizzare sei ore di programmi in diretta: che significano costi di corrente, telefono, affitto, giornali, computer, reti, personale.

Tutto questo dovrebbe far riflettere. Far riflettere le chiese, innanzitutto. Spesso sulle città italiane ci sono frequenze radiofoniche che vengono trascurate, usate per riproporre culti o messaggi, ignorando il potenziale del mezzo. Perché, e sono dati attuali, ogni giorno 38 milioni di italiani accendono la radio. Un potenziale ben maggiore, a saperlo sfruttare, di quello che può fare un volantinaggio o una predicazione sulla pubblica via. Può dare di più in termini di diffusione, ma anche di costanza (non si predica in strada ogni giorno, mentre i programmi radio sono costanti), di ampiezza di temi trattati, di organicità e varietà nel messaggio.
Anche per questa pervasività della radio – che, ovviamente, altri puntano a usare in chiave economica – una frequenza radiofonica locale vale oro: dai 200 mila euro al milione, a seconda della zona. Purtroppo molte chiese, che negli anni Settanta e Ottanta avevano avuto la visione di aprire un’emittente, hanno ceduto all’idea di fare qualche soldo facile vendendo la concessione, e perdendo così, per un piatto di lenticchie, una potenzialità incalcolabile.

Le chiese che non hanno venduto non danno comunque particolari segni di attenzione al settore, preferendo altre attività, e lasciando andare in onda programmi registrati alla buona.
Per citare la Bibbia, nessun amministratore saggio farebbe così, ma si interrogherebbe su come utilizzare al meglio il mezzo.

Per farsi un’idea dei possibili risultati basta guardare ai dati presentati recentemente da crc per la stagione 2006-07: «quasi duemila telefonate ricevute in relazione ai programmi trasmessi, 12 mila e-mail ricevute, 1.650.000 singoli utenti hanno consultato i siti di CRC e 48 mila hanno ascoltato nel corso dell’anno la radio via internet».

La colpa, però, non è solo delle chiese: le chiese sono fatte di credenti, e ci rifiutiamo di credere che la fede dei singoli sia stata delegata in bianco a terzi. Chiunque può comprendere l’importanza di un servizio evangelistico come quello che avviene via radio, e chiunque può sostenerlo, anche solo con un contributo di solidarietà.

Visti i risultati che si possono ottenere, probabilmente non sarebbero soldi sprecati.

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Da non perdere:
musica&parole, in diretta ogni giorno dalle 10 alle 11 su crc.fm
– I commenti quotidiani di media&fede

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