riflessi etici

prospettive cristiane sull'attualità

  • L’avventura continua…

    Dal primo novembre 2011 biblicamente diventa Riflessi etici. Cambiano il nome e il formato grafico, ma l’obiettivo del progetto – dal 2005 – resta lo stesso: cogliere nell'attualità i riflessi etici che emergono dai fatti, dai commenti, dalle proposte, dalle speranze di chi ci sta attorno. Rispecchiando valori che vale la pena di riscoprire pienamente e vivere con coerenza.

    Vi aspetto su riflessietici.wordpress.com

Sagge letture

Posted by pj su 15 giugno 2007

«Provenzano la Bibbia la leggeva davvero»: questo il responso degli esperti della Polizia, che per più di un anno hanno compulsato le pagine della Bibbia che Bernardo Provenzano, boss della mafia arrestato nell’aprile del 2006, teneva gelosamente con sé nel proprio rifugio.

«Il capo di Cosa nostra – scrive la Sicilia – aveva sottolineato molte frasi e segnato diversi numeri contenuti nel testo e gli investigatori avevano ipotizzato che si poteva trattare di un codice» ma così non era: «Non sono annotate né sottolineate… le pagine delle genealogie e del primo libro delle Cronache, a ulteriore riprova che al capomafia interessa il contenuto, il significato e non singole parole da utilizzare per cifrare altri testi».

sono segnate con frecce alcuni modi di dire che indicano «frasi ad effetto – scrivono gli esperti nella relazione – da copiare e riscrivere per impressionare e rendere più autorevoli e carismatici i propri scritti».

Insomma, la Bibbia come legittimazione del proprio potere e strumento per dare agli scritti un’autorevolezza che altrimenti Provenzano, semianalfabeta, difficilmente avrebbe potuto avere.

«in generale c’è una certa attenzione per le regole, per le sanzioni, le colpe, le punizioni e le vendette, quasi a ricercare, nel libro, una sorta di ispirazione e di legittimazione in funzione delle responsabilità e delle decisioni derivanti dal suo essere capo di un’organizzazione», con una particolare sensibilità a concetti (sottolineati) come “pressare”, “preghiera”, “ordine” e “giustizia”.

Insomma, Provenzano leggeva la Bibbia per capirne i concetti, per trovare legittimazione alla propria autorità e avere autorevolezza nella propria azione: forse, tutto sommato, su questo piano ha capito più Provenzano di tanti nostri governanti.

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