riflessi etici

prospettive cristiane sull'attualità

  • L’avventura continua…

    Dal primo novembre 2011 biblicamente diventa Riflessi etici. Cambiano il nome e il formato grafico, ma l’obiettivo del progetto – dal 2005 – resta lo stesso: cogliere nell'attualità i riflessi etici che emergono dai fatti, dai commenti, dalle proposte, dalle speranze di chi ci sta attorno. Rispecchiando valori che vale la pena di riscoprire pienamente e vivere con coerenza.

    Vi aspetto su riflessietici.wordpress.com

Punteggi inquieti

Posted by pj su 30 maggio 2007

Il ministro all’istruzione Fioroni ricorre al Consiglio di Stato che gli dà ragione: annullata la sentenza del TAR che, in via cautelativa, dava ragione alle associazioni laiche ed evangeliche secondo le quali non era corretto utilizzare il punteggio dell’ora di religione – materia facoltativa – nella valutazione degli studenti, come il ministro aveva deciso all’improvviso (e in maniera non troppo trasparente).

Il TAR sospende l’ordinanza ministeriale, il Consiglio di Stato rigetta la sentenza provvisoria del TAR, che dovrà esprimersi nei prossimi giorni con una decisione definitiva. Gli scrutini si svolgono in un clima di incertezza, senza sapere dove si andrà a parare: una situazione non ideale per gli studenti che devono scoprire la loro sorte, e il loro punteggio di partenza, per l’esame di stato (l’ex esame di maturità).

Si tratta di un duello degno di miglior causa: andrebbe rammentato infatti che per Fioroni l’inserimento all’ultimo secondo della religione tra le materie effettive non è una questione di vita o di morte, mentre per qualche studente potrebbe essere una decisione esiziale, capace di portare un punteggio (e, magari, un lavoro) inferiore alle aspettative.
Andrebbe anche tenuto conto che cambiare le regole del gioco mentre la partita è in corso dovrebbe essere fuori questione: fino a qualche anno fa si potevano modificare le norme solo per l’anno scolastico non ancora iniziato, e non – come oggi pare si possa – addirittura a un minuto dalla fine dei tempi regolamentari.

Forse per Fioroni è una questione di onore (un ministro smentito da un TAR, non sia mai!), o forse di interesse per l’altra parte in causa. Sorprende comunque che il ministro di un governo di sinistra, un governo che nelle sue decisioni ha voluto scrivere in maiuscolo il concetto di laicità, sia così pervicace in una decisione apparentemente così poco laica, e per giunta poco giustificata anche sul piano della logica.

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