riflessi etici

prospettive cristiane sull'attualità

  • L’avventura continua…

    Dal primo novembre 2011 biblicamente diventa Riflessi etici. Cambiano il nome e il formato grafico, ma l’obiettivo del progetto – dal 2005 – resta lo stesso: cogliere nell'attualità i riflessi etici che emergono dai fatti, dai commenti, dalle proposte, dalle speranze di chi ci sta attorno. Rispecchiando valori che vale la pena di riscoprire pienamente e vivere con coerenza.

    Vi aspetto su riflessietici.wordpress.com

Tra lezioni e morale

Posted by pj su 16 aprile 2007

“La mia prof è una strega”, potranno dire i bambini di Brighton, in Inghilterra, che si sono ritrovati dall’altra parte della cattedra una 35.enne di bell’aspetto, ma che non ha fatto mistero di appartenere a Wicca, la più popolare delle religioni neopagane. Ha spiegato di essere una strega bianca (sempre che questo cambi le cose), e si è vista man mano emarginare da preside e colleghi. Non sono segnalate reazioni dai genitori, ma in ogni caso alla docente (assistente, e non titolare) è stato dato il benservito. E lei si è rivolta al tribunale, convinta di aver subito un’ingiustizia. La questione non può non far riflettere, e innanzitutto sul ruolo che attribuiamo alla scuola: non è la stessa cosa se la consideriamo un luogo dove imparare, oppure un luogo deputato a dare gli strumenti per imparare. Nel primo caso basta un docente capace, intellettualmente onesto e obiettivo. Nel secondo caso, invece, entra in gioco una componente diversa: i valori. Qualche anno fa la destra italiana lanciò come boutade lo slogan “vorreste come insegnante per i vostri figli un omosessuale?”. Se alla scuola attribuiamo un ruolo di maestra di vita, servono maestri di vita che condividiamo. Ma per questo, si obietterà, ci sono già le scuole private. Nella scuola pubblica il problema non dovrebbe porsi, e invece si pone: il “pensiero debole” cede il passo a ogni pensiero forte che incontra, e non sempre l’onestà intellettuale è sufficiente. L’inevitabile e doverosa apertura verso le diversità – perché conoscere è sempre un valore – si accompagna quindi a un’inquietudine: se non prevale il valore, la morale tradizionale, non significa che ci siamo liberati da un’anticaglia per ricostruire qualcosa di nuovo illuminati dal sole dell’avvenire. Eliminando i principi basilari della morale non avremo una scuola obiettiva, ma solo più confusa. Prevarranno altri valori, diversi, ma non per questo più ampiamente condivisibili. —————————- Da non perdere:
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– I commenti quotidiani di media&fede

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