riflessi etici

prospettive cristiane sull'attualità

  • L’avventura continua…

    Dal primo novembre 2011 biblicamente diventa Riflessi etici. Cambiano il nome e il formato grafico, ma l’obiettivo del progetto – dal 2005 – resta lo stesso: cogliere nell'attualità i riflessi etici che emergono dai fatti, dai commenti, dalle proposte, dalle speranze di chi ci sta attorno. Rispecchiando valori che vale la pena di riscoprire pienamente e vivere con coerenza.

    Vi aspetto su riflessietici.wordpress.com

L’onorevole meditazione

Posted by pj su 12 aprile 2007

“Onorevoli colleghi, è ora di meditare”: Panorama riferisce che il presidente della Camera dei Deputati, Bertinotti, «ha dato il via libera all’apertura di una sala di meditazione” a Montecitorio. Gli spazi non sono ancora stati individuati, ma si tratterà comunque di «un luogo di raccoglimento, un po’ sull’esempio della “stanza delle preghiere” già allestita nel parlamento tedesco. La sala di meditazione, per essere interconfessionale, non può contenere simboli religiosi, deve essere il più possibile priva di oggetti».

«Ma cosa si fa in una sala di meditazione? – si chiede poi il giornalista – O, per meglio dire, che cosa non si fa? I credenti potrebbero pensare di mettersi a pregare. Naturalmente questo è possibile. Ma la meditazione non ha niente a che fare con la preghiera, è che ha già i suoi luoghi deputati… La sala è dunque un luogo di raccoglimento e di decantazione in cui si cerca di recuperare un equilibrio che si perde nelle battaglie della vita sociale. Con la meditazione si prendono le distanze dagli assilli di tutti i giorni. Non è dunque un fare, ma un non fare, un liberarsi. Un liberarsi proprio da quelle attività materiali e psichiche che inferforano la mente. La meditazione non è pensare, ma… un calmare la frenetica attività mentale».

Messa così, di primo acchito potrebbe sembrare una pratica che richiama le discipline e le filosofie orientali. Ma è la conseguenza di un equivoco che i cristiani, nel tempo, non hanno saputo chiarire.
Spesso non abbiamo ben chiaro il concetto di “preghiera”. La tradizione cattolica ha accreditato nell’immaginario l’idea della preghiera come litania di formule già scritte. In realtà per un cristiano la preghiera è tutto quel che riguarda il proprio momento di comunione personale con Dio. Il “momento di preghiera” è quel periodo che, nel corso della giornata, il cristiano dedica a mettere se stesso in relazione diretta e piena con Dio, sospendendo le altre attività. Un momento che è direttamente collegato alla lettura biblica e nel corso del quale il cristiano può parlare con Dio, ma anche ascoltare, cantare, lodare, adorare, chiedere, intercedere, meditare, riflettere. In questo contesto la meditazione è una pratica più che cristiana, e più che biblica, dato che Dio stesso chiede ai suoi figli “fermatevi e riconoscete che io sono Dio”: un momento dedicato, nel corso del quale sospendere la frenesia degli impegni quotidiani, l’ansia della fretta, i pensieri, i problemi, per poi ripartire con una nuova forza, una nuova speranza, una nuova pace, una nuova serenità, una nuova motivazione. Forse sarebbe più corretto chiamare tutto questo “meditazione”, anziché “preghiera”.

E ben venga la stanza di meditazione, se la meditazione è tutto questo.

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