riflessi etici

prospettive cristiane sull'attualità

  • L’avventura continua…

    Dal primo novembre 2011 biblicamente diventa Riflessi etici. Cambiano il nome e il formato grafico, ma l’obiettivo del progetto – dal 2005 – resta lo stesso: cogliere nell'attualità i riflessi etici che emergono dai fatti, dai commenti, dalle proposte, dalle speranze di chi ci sta attorno. Rispecchiando valori che vale la pena di riscoprire pienamente e vivere con coerenza.

    Vi aspetto su riflessietici.wordpress.com

La saga si chiude

Posted by pj su 10 aprile 2007

È uscito negli USA il sedicesimo e ultimo volume della saga di Left Behind, la serie di narrativa evangelica che più ha venduto al mondo: 43 milioni di copie in dodici anni, ossia da quando è uscito il primo volume della fortunata saga, pubblicato poi anche in italiano con il titolo “Gli esclusi” (al momento sono disponibili in italiano i primi quattro volumi). Il libro è diventato anche un film, dallo stesso titolo, anche questo giunto poi (senza troppo clamore, a dire il vero) sul mercato dvd italiano.

La narrativa non ha mai avuto grande fortuna in area evangelica: in libreria si trovano libri di teologia, dottrina, riflessioni, meditazioni, predicazioni, testi devozionali; dato che gli evangelici sono molto tradizionalisti anche se non lo sanno, si può individuare pure un filone che propone storie di vite vissute, che ripropone in versione libraria le “testimonianze” domenicali; non si trova, invece, molta fiction, e tutto sommato questa predilezione per il “vero” a discapito delle “favole” ricalca – consapevolmente o meno – un’indicazione biblica (il contesto in cui parlava Paolo era diverso, ma tant’è).

La genialità nell’idea degli autori, Tim LaHaye e Jeremy B. Jenkins è stata quella di realizzare un romanzo (anzi, sedici) che non è vera narrativa, aggirando la diffidenza. Il romanzo storico non è una novità: Manzoni, scrittore dell’Ottocento, ha ambientato “I Promessi sposi” nel Seicento, innestando una storia d’amore più o meno inventata in un contesto storico reale; LaHaye e Jenkins hanno fatto qualcosa di simile, ambientando i possibili sviluppi della società mondiale, ormai globale, innestando reazioni verosimili in un contesto biblico definito: dal romanzo storico al romanzo profetico.

Il dibattito si è sviluppato lungamente nelle chiese, nei forum, nelle chat: “Gli esclusi” fanno bene o male? Sono accettabili o da sconsigliare?

Naturalmente i pareri sono vari; dagli entusiasti che non si sono persi una puntata (e che, se possono, leggono in lingua originale per non lasciare sfuggire nemmeno le sfumature) a coloro che considerano fuorviante accostare profezie bibliche a speculazioni umane.

Tra i veti incrociati, ci permettiamo di esprimere solo una (fervida) speranza: che il lettore, entusiasta o diffidente che sia, sappia riconoscere e distinguere la verità dalla finzione, le profezie dagli artifici, la Bibbia dagli espedienti letterari. Per il resto, buona lettura.

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