riflessi etici

prospettive cristiane sull'attualità

  • L’avventura continua…

    Dal primo novembre 2011 biblicamente diventa Riflessi etici. Cambiano il nome e il formato grafico, ma l’obiettivo del progetto – dal 2005 – resta lo stesso: cogliere nell'attualità i riflessi etici che emergono dai fatti, dai commenti, dalle proposte, dalle speranze di chi ci sta attorno. Rispecchiando valori che vale la pena di riscoprire pienamente e vivere con coerenza.

    Vi aspetto su riflessietici.wordpress.com

Conoscenza personale

Posted by pj su 16 marzo 2007

Anche negli Stati Uniti l’ignoranza biblica la fa da padrona. Secondo una rilevazione di Religious literacy citata sul Corriere da Massimo Gaggi, oggi l’81% degli americani si definisce cristiani, il 47% afferma di leggere con una certa regolarità la Bibbia, ma poi confonde nomi, fatti, comandamenti con un’approssimazione strabiliante. «Quello dell’ignoranza in campo religioso – scrive Gaggi – non è un problema recente: un sondaggio sondaggio condotto nel 1965 non dette – tutto sommato – risultati molto migliori. E, forse, in molti Paesi europei sondaggi con domande sugli autori de quattro Vangeli o sui libri che compongono la Bibbia non otterrebbero risultati molto diversi».

Resta un fatto: negli USA almeno c’è una tradizione culturale cristiana fatta di scuola domenicale, corsi battesimali, frequenza attiva alla vita di chiesa, vita sociale improntata su valori evangelici, e questo comporta comunque un rapporto più familiare con la Bibbia rispetto all’Europa, dove le tradizioni religiose secolari – cattolica o protestante che siano – non hanno aiutato negli ultimi secoli ad avvicinare le Sacre Scritture ai singoli.

Il problema della conoscenza biblica non è solo una questione culturale: certo, la Bibbia resta alla base della cultura occidentale, e non conoscerla è una carenza culturale non da poco anche per chi non si considera cristiano. Ma tanto più la conoscenza biblica dovrebbe essere un punto d’onore per il cristiano: se è davvero tale è stato rigenerato da Dio e ha un rapporto personale con il suo Signore che estrinseca principalmente attraverso la preghiera e – appunto – la lettura meditativa. Lo fa non per accrescere una conoscenza teorica, ma per trovare risposte, forza, serenità, incoraggiamento per la propria vita e il proprio cammino di fede. Se oggi l’ambiente cristiano è così sonnacchioso e abulico, i motivi sono diversi. La scarsa confidenza con la Bibbia è uno di questi.

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Analisi, commenti e riflessioni sui temi del momento nel programma musica&parole: dal lunedì al venerdì, dalle 10 alle 11 sulle frequenze di crc.fm.

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