riflessi etici

prospettive cristiane sull'attualità

  • L’avventura continua…

    Dal primo novembre 2011 biblicamente diventa Riflessi etici. Cambiano il nome e il formato grafico, ma l’obiettivo del progetto – dal 2005 – resta lo stesso: cogliere nell'attualità i riflessi etici che emergono dai fatti, dai commenti, dalle proposte, dalle speranze di chi ci sta attorno. Rispecchiando valori che vale la pena di riscoprire pienamente e vivere con coerenza.

    Vi aspetto su riflessietici.wordpress.com

Cultura rapida

Posted by pj su 15 marzo 2007

Film e musica in un minuto – titola il Corriere -: è l’era della “snack culture”, la cultura preconfezionata e condensata che, come le merendine, si consuma di corsa, al volo, per non perdere tempo.

È la società dell’immagine, ma senza fermo-immagine.

Leggere richiede tempo. Guardare un film, ascoltare un brano, perfino giocare ai videogame ne richiede. Ed è tempo che portiamo via ad altro. Il problema è capire se c’è davvero qualcosa di “altro” ad aspettarci, oppure se la corsa è fine a se stessa. Fateci caso, se prendete la metropolitana a Milano: appena le porte si aprono, tutti si mettono a correre. Appena giunti in superficie rallentano o si fermano. Non è fretta, è assimilazione all’urgenza, ansia per il passo successivo, dipendenza dal “dopo”, anche se questo dopo dovesse dimostrarsi vuoto.
Correre, insomma, ha preso il sopravvento, facendo dimenticare il motivo stesso per cui corriamo.

La snack culture viene incontro a questa esigenza: riassumere, condensare per far perdere sempre meno tempo. Eppure non è la stessa cosa. Un distillato di conoscenze prodotto da altri non viene acquisito allo stesso modo. La concentrazione, la ricerca, la valutazione delle priorità, l’impegno di sintesi non si trasmettono, si acquisiscono. E solo quando si acquisiscono, durano. Leggere, guardare, studiare non è tempo perso. Non è solo la fascinazione che esercita la pagina di cesura tra concetti diversi, il foglio di appunti che si riempie, il sunto del sunto che man mano tratteggia sempre meglio il quadro generale.

No, non è solo la nostalgia di vecchi arnesi: è proprio una necessità. Un capitolo noioso, una fila alla posta, una spiegazione che dobbiamo ripetere, un testo che perdiamo e ci ritroviamo a ribattere da capo possono essere momenti esiziali. Spesso è proprio quella apparente perdita di tempo a fare da humus ai semi della conoscenza, è quello il terreno necessario per incubare i concetti, collegarli tra loro, far nascere un’idea.

Fermarsi non sempre significa bloccarsi. Anzi.

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Analisi, commenti e riflessioni sui temi del momento nel programma musica&parole: dal lunedì al venerdì, dalle 10 alle 11 sulle frequenze di crc.fm.

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