riflessi etici

prospettive cristiane sull'attualità

  • L’avventura continua…

    Dal primo novembre 2011 biblicamente diventa Riflessi etici. Cambiano il nome e il formato grafico, ma l’obiettivo del progetto – dal 2005 – resta lo stesso: cogliere nell'attualità i riflessi etici che emergono dai fatti, dai commenti, dalle proposte, dalle speranze di chi ci sta attorno. Rispecchiando valori che vale la pena di riscoprire pienamente e vivere con coerenza.

    Vi aspetto su riflessietici.wordpress.com

Cure e prevenzioni

Posted by pj su 14 febbraio 2007

“Boom per le nozze in municipio e coppie di fatto in aumento”. Un quadro decisamente sconsolante quello che prospetta l’Istat, che nella immediatezza dei dati racconta una tendenza sempre più negativa per il matrimonio tradizionale. Calano i matrimoni, aumentano le coppie di fatto e il 15% delle nascite avviene ormai fuori dal matrimonio; tra coloro che si sposano, 80mila all’anno divorziano, e il 10% ci riprova, evidentemente con altri partner. Ci si sposa meno, e oltretutto più tardi, tra i trentadue (per lui) e i trenta (per lei), età nella quale le precedenti generazioni vivevano una vita familiare già ben consolidata.

Insomma, come nota Maria Corbi sulla Stampa, presentando la questione, la realtà è sempre un passo avanti rispetto alle leggi e alle dispute etiche. Forse. O forse la fuga in avanti è dovuta proprio alla mancanza di un’etica di riferimento, alla quale rifarsi nel momento delle scelte. Forse c’è troppa leggerezza nelle scelte di coppia – matrimonio o convivenza che sia -, una superficialità che si riscontra ormai in tutti gli aspetti della vita. Forse il matrimonio ha assunto il ruolo di momento sociale, più che di impegno consapevole per una vita in comune volta alla costruzione di una famiglia. Forse l’idea di una via d’uscita per le emergenze – il divorzio, inizialmente, veniva visto da molti in quest’ottica – è diventata l’abitudine, proprio come l’eccezione è diventata la regola.

Forse la legge può poco, di fronte alla realtà, se non seguirla o contrastarla, suonando come una cura tardiva. Forse quel che è mancato, e che manca, è una seria prevenzione, anche in fatto di etica e morale, perché la prevenzione non è soltanto profilassi in senso medico. Tutti hanno diritto di esprimersi, di vivere, di scegliere per se stessi (è il principio della libertà, e nessuno si sogna di contestarlo), ma è altrettanto vero che più di qualcuno accetterebbe volentieri un consiglio sensato, un modello di vita più sostenibile di quello attuale, basato solo sull’apparenza. Non parliamo di uno stato paternalista che sceglie i programmi, naturalmente: concetto ormai obsoleto e difficilmente riproponibile, e in fondo nemmeno lo si rimpiange troppo. Nessuno vuole imporre nulla, ma più di qualcuno è in grado di dare qualche indicazione: per esperienza, per capacità, per gli errori fatti e pagati.

Dopo vent’anni di veline e tronisti è naturale che i parametri etici siano ormai drammaticamente incerti. Ma siamo sicuri che gli spettatori cerchino proprio e solo questo?

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Analisi, commenti e riflessioni sui temi del momento nel programma musica&parole: dal lunedì al venerdì, dalle 10 alle 11 sulle frequenze di crc.fm.

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