riflessi etici

prospettive cristiane sull'attualità

  • L’avventura continua…

    Dal primo novembre 2011 biblicamente diventa Riflessi etici. Cambiano il nome e il formato grafico, ma l’obiettivo del progetto – dal 2005 – resta lo stesso: cogliere nell'attualità i riflessi etici che emergono dai fatti, dai commenti, dalle proposte, dalle speranze di chi ci sta attorno. Rispecchiando valori che vale la pena di riscoprire pienamente e vivere con coerenza.

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Perdono incompreso

Posted by pj su 15 gennaio 2007

«Il signor Castagna è un santo, oppure non capisco il senso del suo perdono»: parole pesanti come pietre, quelle che don Gino Rigoldi ha espresso nei giorni scorsi nei confronti di Carlo Castagna. Il signor Castagna, nel massacro di Erba, ha perso contemporaneamente moglie, figlia e nipote. Una tragedia umana di portata enorme, eppure nei giorni successivi alla scoperta dei colpevoli – i due “normalissimi” vicini di casa – aveva avuto un coraggio fuori dalla norma.
Non ha detto, come sarebbe stato comprensibile: “voglio vendetta”. Non aveva nemmeno detto, umanamente, “non posso perdonare”. Con una pace evidentemente superiore – perché un essere umano, con le sue passioni, mai avrebbe potuto – ha detto: li perdono.
«L’odio non porta da nessuna parte», ha spiegato, pur sofferente per il triplice lutto e un futuro dalla solitudine schiacciante. «Non capisco perché la gente si stupisca – ha aggiunto – Tradirei mia moglie, la nostra storia, se non perdonassi i colpevoli». «Io vivo la fede in questo modo – conclude -. Bisogna chiedere al Signore di mettere una mano sulla testa di quei due poveretti, bisogna chiedergli di perdonarli».
E il figlio chiosa: «L’odio è un sentimento difficile da gestire. Provo pena per quella coppia, e preferisco stare nella famiglia delle vittime, piuttosto che in quella degli assassini. Come mio padre, sono convinto che Abele abbia vinto contro Caino, e non viceversa».

Parole che stupiscono, parole stupende, parole che non ci si aspetterebbe. Parole che andrebbero lodate, in una società dove il più furbo si vanta e il meno furbo lo invidia, dove il vicino di casa è un estraneo (e, a volte, un nemico), dove nessuno si fida più di nessuno, dove ogni sgarbo sulla strada, volontario o involontario, viene fatto pagare in moneta sonante.

Un perdono che pacifica con il mondo anche chi ascolta, ed è di esempio. Per tutti, tranne che per questo sacerdote. Eravamo convinti che il compito di un ministro di culto, o supposto tale, fosse quello di incoraggiare chi soffre, e indicare la via divina. Della pace, del perdono, dell’amore. Don Rigoldi invece si stupisce per il perdono del signor Castagna, quasi lo mette in dubbio. O almeno così è stato riportato. E speriamo davvero che i giornali abbiano frainteso il suo pensiero.

«O quest’uomo è un santo, oppure ha avuto una folgorazione dello Spirito Santo», dice incredulo il parroco. Dovrebbe rallegrarsi che almeno qualcuno l’abbia avuta. Anche senza il sostegno di chi avrebbe dovuto darglielo, rallegrandosi anziché stupirsi.

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Analisi, commenti e riflessioni sui temi del momento nel programma musica&parole: dal lunedì al venerdì, dalle 10 alle 11 sulle frequenze di crc.fm.

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