riflessi etici

prospettive cristiane sull'attualità

  • L’avventura continua…

    Dal primo novembre 2011 biblicamente diventa Riflessi etici. Cambiano il nome e il formato grafico, ma l’obiettivo del progetto – dal 2005 – resta lo stesso: cogliere nell'attualità i riflessi etici che emergono dai fatti, dai commenti, dalle proposte, dalle speranze di chi ci sta attorno. Rispecchiando valori che vale la pena di riscoprire pienamente e vivere con coerenza.

    Vi aspetto su riflessietici.wordpress.com

Programmi vetrina

Posted by pj su 11 gennaio 2007

Aldo Grasso parla di comunicazione religiosa sul Corriere. Forse non tutti se ne sono accorti, visti gli orari in cui spesso la Rai relega i programmi confessionali; però esiste nel servizio pubblico una serie di trasmissioni dedicate alla religiosità. Cattolica innanzitutto, ovviamente; ma anche ebraica e protestante, che si alternano settimanalmente nel palinsesto notturno delle reti di Viale Mazzini.

Grasso nota che di questi programmi non si occupa mai nessuno, dato che sono considerati una specie di “catechesi elettronica, buona solo per chi ci crede”. Da un lato, dando un’occhiata ai format, a volte l’impressione è proprio questa: un programma per cattolici, ebrei, protestanti, che conferma le ragioni della propria fede (cattolica), della propria cultura (ebraica) e della propria appartenenza (protestante), ma poco di più.
Se è vero che ricevono poca attenzione, è altrettanto vero che fanno poco per riceverne. E non si tratta, naturalmente, solo una questione di fare tv urlata o dare scandalo sull’emittente pubblica. La questione sta nel senso stesso del programma. Se viene visto come un settimanale di approfondimento per cattolici, ebrei, protestanti, allora è inevitabile che abbia l’attenzione riservata al defunto Dipartimento scuola educazione, ossia molto bassa. Se invece vuole essere una vetrina che punta a presentare le realtà “diverse” (e anche quella cattolica, per certi versi, può essere diversa, se è vero che gli italiani sono cattolici solo di nome), allora già il discorso assume un tono più interessante. E la sfida si fa più intensa, perché si tratta di comunicare a chi sta “fuori” un mondo che non conosce, senza cadere nel documentaristico, nel noioso, e usando un linguaggio che chi sta fuori può capire.

Bisogna, in questo caso, rendersi conto di un aspetto della comunicazione non secondario: per chi non conosce le realtà confessionali minori, tutto ciò che queste fanno è nuovo di zecca, e anche solo entrare nell’ordine di idee è difficile. Andargli incontro fornendogli una “mappa” per orientarsi è il minimo che possiamo fare. E che dobbiamo, come cristiani, sentirci spinti a fare, se è vero che presentarci, farci conoscere, creare fiducia nei nostri confronti, inserirci serenamente nella società in cui viviamo sono i primi passi per ottenere quel credito necessario a portare efficacemente, poi, il messaggio di speranza del vangelo a chi ci circonda.

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Analisi, commenti e riflessioni sui temi del momento nel programma musica&parole: dal lunedì al venerdì, dalle 10 alle 11 sulle frequenze di crc.fm.

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