riflessi etici

prospettive cristiane sull'attualità

  • L’avventura continua…

    Dal primo novembre 2011 biblicamente diventa Riflessi etici. Cambiano il nome e il formato grafico, ma l’obiettivo del progetto – dal 2005 – resta lo stesso: cogliere nell'attualità i riflessi etici che emergono dai fatti, dai commenti, dalle proposte, dalle speranze di chi ci sta attorno. Rispecchiando valori che vale la pena di riscoprire pienamente e vivere con coerenza.

    Vi aspetto su riflessietici.wordpress.com

Sciroppi biblici

Posted by pj su 9 gennaio 2007

Libri su appuntamento: per i tanti frettolosi del XXI secolo, che non hanno il tempo di organizzarsi e tantomeno di fermarsi per leggere qualche pagina di un buon libro, arriva in soccorso un servizio via Internet che promette di portare regolarmente nella propria casella e-mail una serie di porzioni dei testi scelti. Basta decidere quale classico si desidera leggere (sempre che, vista la situazione, si possa ancora parlare di “leggere”), e il servizio automatico farà il resto, proponendo brani a misura di frettoloso.

Giustamente il Giornale, che segnala la notizia nelle pagine culturali, si pone una domanda non da poco: “siamo davvero così impegnati e frettolosi da non poter ricavare per la lettura il tempo, la calma, e l’attenzione che merita?”.

Buona domanda, che oggi bisognerebbe girare ai tanti cristiani fast-food. O fast-read, se preferite.
La giornata comincia con un calendario: leggi il versetto (qualcuno ne fa quasi un rito, qualcun altro gli dà la valenza di un oracolo); stacchi il foglietto, e leggi la meditazione. Nel corso della giornata o alla sera, via con i piani di lettura della Bibbia, studiati e ottimizzati per ottenere la massima resa con il minimo sforzo: nel corso dell’anno viene proposto un liofilizzato – pardon, quadro generale – di Sacre Scritture.
Qualcuno osa anche di più: un versetto sul desktop del computer, che cambia giorno per giorno, altro servizio offerto da missionari di buona volontà.

Intendiamoci: tutte iniziative interessanti e intelligenti, e sia detto senza ironia. Il problema non sono quindi questi sciroppi di Bibbia, che anzi risultano utili; il problema non sono nemmeno i commentari, che sono talvolta essenziali per formare il proprio pensiero e comprendere importanti aspetti della dottrina cristiana; e non sono nemmeno gli studi biblici, che – quando sono realizzati bene – possono dare una panoramica equilibrata a chi li frequenta. Il problema non sono gli strumenti, ma chi li usa. A forza di sfruttare i bignami di fede scritti da altri, stiamo perdendo la capacità di comprensione personale, quella comprensione per la quale, cinque secoli fa, qualcuno rischiava la vita (e in altre parti del mondo succede ancora). Stiamo delegando: forse non a una sola persona, sia esso un sacerdote o un pastore, ma comunque stiamo lasciando ad altri l’onore e l’onere di masticare per noi il cibo.

Manca il tempo, probabilmente: è la motivazione più comune. E con il tempo comincia a mancare la capacità di riflessione, di critica, di osservazione. Che questo succeda per una società nevrotica come la nostra, non c’è da stupirsi. Ma i cristiani non dovrebbero essere portatori di valori diversi e migliori?

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Analisi, commenti e riflessioni sui temi del momento nel programma musica&parole: dal lunedì al venerdì, dalle 10 alle 11 sulle frequenze di crc.fm.

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