riflessi etici

prospettive cristiane sull'attualità

  • L’avventura continua…

    Dal primo novembre 2011 biblicamente diventa Riflessi etici. Cambiano il nome e il formato grafico, ma l’obiettivo del progetto – dal 2005 – resta lo stesso: cogliere nell'attualità i riflessi etici che emergono dai fatti, dai commenti, dalle proposte, dalle speranze di chi ci sta attorno. Rispecchiando valori che vale la pena di riscoprire pienamente e vivere con coerenza.

    Vi aspetto su riflessietici.wordpress.com

Libertà religiosa e leggi

Posted by pj su 2 gennaio 2007

Sembrerà strano, ma il ministro Ferrero si occupa anche di questioni religiose. Paradossale dover introdurre così il discorso per il primo “ministro evangelico” entrato nel governo. Vista la sua origine valdese, da Ferrero ci si aspettava posizioni più omogenee a quelle della realtà religiosa di appartenenza, anche se – come sappiamo bene tutti – non è facile stabilire in campo evangelico una linea condivisa. Nel suo caso da un problema di sfumature non condivise si è passati a posizioni decisamente controcorrente: ci siamo ritrovati un ministro che fin dal primo giorno di lavoro al governo non ha fatto mancare proposte, dalle “stanze del buco” allo “spinello libero” (questo, almeno, il modo in cui sono state recepite dai media, e sappiamo quanto la comunicazione sia importante), ma poche, pochissime parole sulle questioni che davvero stavano a cuore alle realtà confessionali minori, che pure confidavano nel fatto di avere finalmente un ministro a rappresentarle.

In un’intervista a Panorama, finalmente, parla anche di fede, per richiamare l’attenzione su un problema sentito dalle realtà confessionali minori, un tema accantonato da numerosi governi, tanto che per le comunità non cattoliche vale ancora una normativa del lontano 1929.

La nuova legge che la maggioranza sta pensando «Riconosce le confessioni religiose e contiene contestualmente l’accettazione dei principi cardine del nostro vivere civile. Non è una legge che si sovrappone alla Costituzione, ma la completa…» Come risultato «tutte le religioni saranno su base paritaria. E le intese dello Stato con le singole chiese viaggeranno più spedite».

Un passo avanti non da poco: il 2007 potrebbe vedere risolta una questione aperta da decenni, e – pensate un po’ – potremmo dover ringraziare di questo il governo di centrosinistra.
“Sempre che”, naturalmente. Sempre che nessuno remi contro – e sappiamo quanti pareri discordi esistano nel governo -, e sempre che altre priorità non abbiano il sopravvento nell’agenda politica del parlamento e del governo.

Che una legge serva, d’altronde, è indubitabile: in una società multiculturale non si può parlare ancora di “culti ammessi”. Se per la legge si può prevedere un percorso accidentato, nel concreto della quotidianità cristiana non cattolica la strada da fare sarà anche più ardua, in un paese dove la pratica è ben diversa dalla teoria. Basti ricordare il recente caso delle visite pastorali cattoliche nelle scuole, gestito in maniera opinabile dalla realtà evangelica ma sintomo di un problema reale, con una realtà confessionale che ritiene di poter agire sopra la legge.
Insomma: la legge serve, ma non basta. Piangersi addosso non serve, né basta. Un governo rispettoso delle minoranze, anche quelle religiose, sarebbe una benedizione. Aspettiamo fiduciosi.

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Analisi, commenti e riflessioni sui temi del momento nel programma musica&parole: dal lunedì al venerdì, dalle 10 alle 11 sulle frequenze di crc.fm.

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