riflessi etici

prospettive cristiane sull'attualità

  • L’avventura continua…

    Dal primo novembre 2011 biblicamente diventa Riflessi etici. Cambiano il nome e il formato grafico, ma l’obiettivo del progetto – dal 2005 – resta lo stesso: cogliere nell'attualità i riflessi etici che emergono dai fatti, dai commenti, dalle proposte, dalle speranze di chi ci sta attorno. Rispecchiando valori che vale la pena di riscoprire pienamente e vivere con coerenza.

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Natale o festa di natale?

Posted by pj su 21 dicembre 2006

«Cristiani d’America in rivolta: “Difendiamo il nostro natale”». Scopriamo, da un articolo del Giornale, che negli Stati uniti è in corso una vera campagna di sensibilizzazione da parte di associazioni cristiane che non ne possono più del cosiddetto politically correct.

Quale sia, negli Stati uniti, la portata di questa pretesa correttezza nei confronti delle minoranze, possiamo solo immaginarlo. In Italia infatti il problema di non turbare le minoranze è presente solo da pochi anni, e i risultati più evidenti li abbiamo visti nei giorni scorsi: sussidiari che parlano delle feste natalizie senza nominarle, scuole che tentano di eliminare dalle recite le canzoni più “compromesse” con la nascita di Gesù.
Figurarsi quale debba essere la situazione negli Stati uniti, dove le minoranze sono molto più ingenti, più varie, forse anche più combattive e oltretutto sono presenti da più tempo. Il risultato è, appunto, il politically correct, che trasforma il rispetto (dovuto a tutti) in deferenza, e che costringe ogni americano a equilibrismi per non turbare gli altri.

Vada per il rispetto verbale nei confronti degli svantaggiati o dei diversamente abili, delle persone di colore (come si dice oggi anche in Italia), ma – sembrano dire gli americani – non toccatemi il natale e i suoi simboli.

In fondo hanno ragione, gli americani: una minoranza deve avere lo stesso rispetto, ma non può pretendere lo stesso trattamento della maggioranza.

Non è, però, una questione di fede: certo, gli addobbi rappresentano un modo per ricordare un momento spiritualmente speciale, ma quando si lotta per un albero, per un festone, per un augurio forse ci si è dimenticati di ciò che sta dietro a tutto questo, ciò che inizialmente voleva significare. Dalla difesa del significato si è passati alla difesa simbolo. Dalla difesa del natale alla difesa della festa natalizia. Che non è la stessa cosa.

E dire che Gesù non aveva troppa simpatia per i simboli e i comportamenti religiosi, e nemmeno per le battaglie di religione.
Forse, in questo caso, gli americani farebbero bene a porsi quella domanda che i loro giovani portano incisa sui braccialetti: WWJD, What would Jesus do? Cosa farebbe Gesù?

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Analisi, commenti e riflessioni sui temi del momento nel programma musica&parole: dal lunedì al venerdì, dalle 10 alle 11 sulle frequenze di crc.fm.

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