riflessi etici

prospettive cristiane sull'attualità

  • L’avventura continua…

    Dal primo novembre 2011 biblicamente diventa Riflessi etici. Cambiano il nome e il formato grafico, ma l’obiettivo del progetto – dal 2005 – resta lo stesso: cogliere nell'attualità i riflessi etici che emergono dai fatti, dai commenti, dalle proposte, dalle speranze di chi ci sta attorno. Rispecchiando valori che vale la pena di riscoprire pienamente e vivere con coerenza.

    Vi aspetto su riflessietici.wordpress.com

Giovani, delusi e disillusi

Posted by pj su 11 dicembre 2006

Com’è triste l’happy hour: i nuovi giovani hanno pochi soldi, frigo vuoto e una vita di spuntini.

È l’impietoso identikit della generazione che attraversa i venti, trenta, quarant’anni – ormai si è giovani fino a quell’età, o ci si sente tali -, unisce trasversalmente l’Italia ma si concentra sulle grandi città. E sulle grandi solitudini.

Ce li aspettavamo, visti dalla pubblicità, come sfrenati avventori di discoteche, balli e sballi, senza risposte perché non si pongono domande. E invece.
Invece il giovane di oggi si incontra alla sera in economia, parla con gli amici di un più e di un meno dove prevale sempre di più il meno, mangia poco e male, disincantato anche su questo, ha paura del grasso. Non va, come i suoi fratelli maggiori, in discoteca, e nemmeno al fast food, perché da solo non è trendy; e poi stare soli in mezzo a tanta gente, come cantava Jannacci, fa ancora più male.

Il giovane di oggi va, questo sì, nei grandi centri commerciali, le nuove piazze. Guarda molto, fa amicizia, compra poco. Non somiglia quindi per niente ai giovani che vediamo negli spot, e che spacciano un’eterna adolescenza fatta di telefonini, profumi (una volta, almeno, l’uomo non doveva chiedere mai), gruppi di eterni amici e divertimenti a tutto spiano.

Per completare il quadro e comprendere meglio i giovani potremmo aggiungere un altro paio di aspetti importanti che nella ricerca mancano: l’impossibilità di trovare un lavoro stabile, ma anche di trovare un lavoro tout court prima dei trenta, trentacinque anni; l’instabilità degli affetti e la superficialità, non solo culturale, che la televisione – e non solo lei – ha inculcato per anni, tra tronisti e letterine.

Il risultato è questo: non un consumatore perfetto, come qualcuno avrebbe voluto, ma un giovane deluso, disilluso, senza valori, senza certezze. «Ho deciso di non lavorare a tempo pieno – mi confessava l’altro giorno un professionista, credente – perché la vita è un’altra cosa». Ha preferito, spiegava, prendere un po’ di tempo non tanto per sé o per la famiglia – per restare a un altro tormentone di oggi -, ma per uno scopo preciso: comunicare la speranza del vangelo.

«La vita è un’altra cosa». Una certezza che manca ai giovani di oggi. Da tutti i punti di vista. Nel nulla assoluto qualunque barlume di valore diventa un palo cui aggrapparsi.
Ma non basta, per essere sereni, un valore qualsiasi con il quale ubriacarsi. E quale sia il valore migliore, l’unico che rende la vita degna di essere vissuta, è spesso un mistero. Sta a chi lo ha sperimentato comunicarlo.

—————————-

Analisi, commenti e riflessioni sui temi del momento nel programma musica&parole: dal lunedì al venerdì, dalle 10 alle 11 sulle frequenze di crc.fm.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

 
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: