riflessi etici

prospettive cristiane sull'attualità

  • L’avventura continua…

    Dal primo novembre 2011 biblicamente diventa Riflessi etici. Cambiano il nome e il formato grafico, ma l’obiettivo del progetto – dal 2005 – resta lo stesso: cogliere nell'attualità i riflessi etici che emergono dai fatti, dai commenti, dalle proposte, dalle speranze di chi ci sta attorno. Rispecchiando valori che vale la pena di riscoprire pienamente e vivere con coerenza.

    Vi aspetto su riflessietici.wordpress.com

Fede fraintesa

Posted by pj su 7 dicembre 2006

La religione svolge un ruolo significativo nella vita del 78% degli italiani, più della maggioranza va in chiesa regolarmente e prega.

Sono i risultati che emergono da un sondaggio dei giorni scorsi, dal quale risulta appunto che otto italiani su dieci considerano “significativo” il ruolo della religione nella loro vita.
Per il 38% il ruolo è “molto importante”, per il 40% è “abbastanza importante”.
Straordinario, verrebbe da dire. Se non fosse che, come tutti i sondaggi, andrebbe letto in maniera più articolata. Prima di gridare al miracolo bisognerebbe chiedersi per esempio cosa intenda l’intervistato con “ruolo significativo”: anche perché, dalle risposte, questo “ruolo significativo” non comporta per forza un impegno: per esempio sette italiani su dieci vanno in chiesa regolarmente, e già non sono più otto: per l’ottavo il “significativo” comporterà magari una “religione fai da te”, o l’adesione a qualche dottrina orientale.
Alcuni pregano ogni giorno, e questo è incoraggiante; ma solo due o tre su dieci hanno letto “di recente” “qualche brano” della Bibbia: se è attraverso la Bibbia che il cristiano comprende quel che Dio vuole da lui, allora c’è da preoccuparsi.
Probabilmente infatti, in questo caso, è più significativo il ruolo che ha, nella vita di quei credenti, il telegiornale, il caffè al bar, il reality di turno (a proposito, sono finiti tutti?).

Se questo è l’impegno che si concede a una parte “molto” o “abbastanza importante” della propria vita, allora verrebbe da chiedersi come intenda il “ruolo della religione” il classico cattolico non praticante, quello che verosimilmente nel sondaggio avrà risposto che per lui la religione “poco importante”.
C’è davvero da stupirsi, ma in negativo. Stupirsi considerando che ci sono persone (il venti per cento della popolazione, stando al sondaggio: due su dieci) capace di considerarsi “cristiane” senza ascoltare né leggere la Bibbia se non alle feste comandate, e pregando di rado.

Forse qualcuno, nella domenica in cui li vede in chiesa, dovrebbe chiarire loro l’equivoco. Se è in grado di farlo, beninteso.

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Analisi, commenti e riflessioni sui temi del momento nel programma musica&parole: dal lunedì al venerdì, dalle 10 alle 11 sulle frequenze di crc.fm.

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