riflessi etici

prospettive cristiane sull'attualità

  • L’avventura continua…

    Dal primo novembre 2011 biblicamente diventa Riflessi etici. Cambiano il nome e il formato grafico, ma l’obiettivo del progetto – dal 2005 – resta lo stesso: cogliere nell'attualità i riflessi etici che emergono dai fatti, dai commenti, dalle proposte, dalle speranze di chi ci sta attorno. Rispecchiando valori che vale la pena di riscoprire pienamente e vivere con coerenza.

    Vi aspetto su riflessietici.wordpress.com

Ricerche pressappochiste

Posted by pj su 6 dicembre 2006

La scienza in soccorso della fede: andare in chiesa allunga la vita. Secondo una ricerca, chi va in chiesa vive più sano e campa più a lungo.

Ormai le ricerche, i sondaggi, le proiezioni sono all’ordine del giorno in ogni campo, con risultati, a volte, sorprendenti: chi medita è più sereno, chi pensa resta mentalmente giovane, chi dorme è riposato.

Scherzi a parte, i sondaggi dicono ormai tutto e il contrario di tutto. Inutile contestarli, tanto una ricerca smentisce quella precedente nel giro di qualche settimana. Superfluo, quindi, commentare il fatto che tra gli anziani “sani e soddisfatti c’è una forte maggioranza di fedeli osservanti mentre tra quelli che in chiesa non ci vanno mai c’è una percentuale rilevante di acciaccati o depressi”.
Se poi la scienza stessa non riesce a spiegarsi questo fatto, forse dovrebbe dare un’occhiata alle abitudini di vita, o magari – se proprio vuole meritarsi il nome di scienza – il modo che questi anziani hanno di vivere la propria spiritualità: premesso che probabilmente non è l’aria del tempio a corroborare il fisico, è noto a tutti che c’è chi va in chiesa per bigottismo, e chi invece ci va per piacere; c’è chi arriva prima e si ferma dopo la riunione per il piacere del contatto con i confedeli (o “fratelli”, se preferite), e chi invece arriva due minuti prima (o due minuti dopo) e se ne va appena terminata la funzione (o anche due minuti prima, se il predicatore “sfora”). Chi partecipa alle attività di chiesa, e chi invece vede la presenza domenicale come unico obbligo morale sul piano religioso.

Insomma, non tutti coloro che “vanno in chiesa” possono venir messi sullo stesso piano. D’altronde anche questo è biblico: «Non chiunque mi dirà “Signore, Signore”»…
Se non ci sarà un vantaggio spirituale nell’ultimo giorno per i bigotti, tantomeno c’è un’utilità materiale. E per i devoti? Il cristiano devoto, di solito, proprio per la sua devozione non si augura di prolungare troppo la sua vecchiaia, spesso prodiga di acciacchi e di amarezze sul piano umano: anzi, proprio la sua serenità gli permette di aspettare in pace la dipartita, senza aggrapparsi gelosamente (direbbe la Bibbia) alla propria esistenza terrena.

Grazie scienza, ma puoi fare di meglio.

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