riflessi etici

prospettive cristiane sull'attualità

  • L’avventura continua…

    Dal primo novembre 2011 biblicamente diventa Riflessi etici. Cambiano il nome e il formato grafico, ma l’obiettivo del progetto – dal 2005 – resta lo stesso: cogliere nell'attualità i riflessi etici che emergono dai fatti, dai commenti, dalle proposte, dalle speranze di chi ci sta attorno. Rispecchiando valori che vale la pena di riscoprire pienamente e vivere con coerenza.

    Vi aspetto su riflessietici.wordpress.com

Cercasi guida

Posted by pj su 23 novembre 2006

Sbarca anche in Italia “l’allenatore del benessere”: un “coach” per dirigenti d’azienda, che nell’azienda non vedono solo un momento di lavoro, ma un punto di riferimento per la vita.

Più precisamente si chiama “executive coach”, ed è una figura pagata (probabilmente non poco, come tutti i ruoli effimeri); “tutte le grandi aziende – riferisce Il Giornale – ormai ne hanno uno”. L’obiettivo è “ridistribuire le energie”, e pare funzionare.

La ricetta? Parlare di benessere anziché di stress; ribaltare, insomma, la prospettiva dell’azienda come posto dove è un peso andare, e farla diventare “responsabile dello star bene” del dipendente.

Personale e professionale si sovrappongono sempre di più, e il lavoro diventa un progetto di vita; l’azienda, per questo, deve imparare a conoscere e riconoscere il talento. Il coach serve proprio a questo: ascolta molto, chiacchiera con i vari soggetti dell’organizzazione – i dipendenti, insomma -, chiede loro i valori che considerano importanti, dà spazio al percorso di vita di ciascuno, ovviamente nell’ottica di un obiettivo comune, che è quello aziendale. E i risultati, stando a chi sta sperimentando questo sistema, ci sono.

È sempre irriverente tornare a parlare di chiesa, dopo aver parlato di azienda: c’è sempre il sospetto che si voglia dare all’ambito religioso un taglio imprenditoriale, e si sa che le due cose di norma non vanno troppo d’accordo. Eppure in questo caso qualche riferimento nasce spontaneamente: in fondo nell’articolo si considera l’azienda quasi come una ragione di vita, e quindi come una fede.

Proviamo allora a sostituire la parola “chiesa” ad “azienda”, e sentiremo parlare di chiesa come fonte di benessere e non di stress, la chiesa come posto dove si va volentieri e non di malavoglia, la chiesa come “responsabile dello star bene” dei credenti… la chiesa che conosce e riconosce il talento a beneficio della missione aziendale (pardon, di chiesa: portare il messaggio di speranza del Vangelo); la chiesa che dà ascolto ai suoi componenti, sottolinea i valori, dà spazio alle esperienze di vita, nell’ottica dell’obiettivo comune. Non sembra proprio la chiesa che quasi tutti sognano?
Allora manca solo un executive coach.

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Analisi, commenti e riflessioni sui temi del momento nel programma musica&parole: dal lunedì al venerdì, dalle 10 alle 11 sulle frequenze di crc.fm.

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